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INVIATO CITTADINO Olivo agli Arconi, il parere dell'esperta

Luana Trinari: "Ora confidiamo nella forza dell'olivo che nel tempo, ne sono certa, riformerà la sua chioma"

Olivo agli Arconi. Dopo il severo giudizio de Le Olivastre, ecco il parere dell’esperta Luana Trinari.

Che scrive: “Sono passata a vedere l'olivo. Certamente lo vediamo un po’ spelacchiato”.

E propone una prudente premessa: “La potatura è un intervento complesso e importante che ha diverse finalità: allevamento, produzione di frutti, costruzione di una chioma, manutenzione di un portamento, recupero di un albero malato, recupero di un portamento della chioma perché abbandonato a se stesso, recupero di una chioma che ha dovuto sopportare interventi critici”.

Quali impedimenti, di solito, ne impediscono la cura?

“Un cantiere, un ponteggio, lavori di manutenzione stradale...”.

Cosa si deve/si può fare per rimediare?

“I tagli, le piegature, le fasciature, le legature che si possono eseguire mirano a riportare l'albero ad un portamento consono alla destinazione d'uso”.

Gli operatori, dunque, hanno eseguito un intervento a regola d’arte, o no?

“Francamente, in questo caso non conosco il punto di partenza”.

Che significa?

“Occorrerebbe capire come era l’albero prima dell'attuale intervento. Perché la posizione raggiunta oggi, e le scelte di taglio operate, devono essere giustificate dalle condizioni di partenza”.

Le Olivastre lo tenevano sotto osservazione. Ma tu, vedendolo adesso, che ne dici?

“Vedendolo adesso, sembra un olivo che ha sofferto durante il cantiere. Evidentemente, non si sarà potuto intervenire, per diversi motivi che non conosciamo”.

Insomma, intervento riuscito o… abortito?

“L'aspetto odierno mostra una soluzione drastica. Credo comunque che siano stati eseguiti tagli ‘di ritorno’ perché forse troppi rami erano andati in altezza, stravolgendo il portamento”.

Si è operato correttamente per riportarlo alla normalità?

“Sono stati effettuati interventi per restituire la forma tradizionale ‘a vaso’, tipica dei nostri allevamenti umbri”.

Problema risolto o no?

“Non si può ancora dire. Ci vuole tempo perché l'olivo riprenda il suo portamento”.

Siamo, però, sulla strada giusta?

“Non posso pronunciarmi negativamente né positivamente perché non conosco la partenza. Non posso andare oltre, per onestà. Come ripeto, la situazione raggiunta mi fa pensare che l'olivo era un po' abbandonato nella manutenzione e sofferente per il cantiere. Per un lungo periodo la pianta è stata negletta. Pertanto si è stati quasi costretti a effettuare un intervento drastico”.

Concludendo?

“Certo, dire che ora ha una bella chioma è azzardato. Però, pur non conoscendo la pianta prima dell'intervento (e questo è molto importante), si deduce che i tagli hanno mirato a riportare la chioma a vaso, come i classici olivi umbri”.

Intervento definitivo o sarà il caso di tornarci sopra?

I tagli importanti denunciano il desiderio di fare potature di ritorno perché forse l'olivo non ha avuto manutenzione gli anni precedenti. C'è anche il tempo del cantiere che non va affatto trascurato e i rami sono volati e filati con grossi succhioni. Gli interventi edili non hanno assoluto rispetto del verde, mi spiace dirlo, ma nella mia modesta esperienza occorre stare con il fucile puntato per difendere gli alberi”.

Insomma: niente è perduto?

“Ora confidiamo nella forza dell'olivo che nel tempo, ne sono certa, riformerà la sua chioma”.

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