Lunedì, 15 Luglio 2024
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L'olio prodotto nel Giardino della memoria di Capaci in dono ai vescovi dell'Umbria

Il questore di Perugia, Giuseppe Bellassai, e i commissari di Assisi, Spoleto e Città di Castello sono stati ricevuti dei presuli

Il questore di Perugia Giuseppe Bellassai, a 31 anni di distanza dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, ha ricordato i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i poliziotti delle loro scorte e quanti hanno perso la vita nella battaglia alla mafia, con un’iniziativa dall’alto valore simbolico.

Accompagnato da una rappresentanza di funzionari e del personale, il questore ha incontrato monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia–Città della Pieve consegnandogli un'ampolla contenente l’olio prodotto dall’associazione “Quarto-Savona 15”, che prende il nome dalla sigla radio utilizzata dall’equipaggio della Polizia di Stato di scorta al giudice Giovanni Falcone, dagli ulivi piantati nel giardino vicino al luogo della strage.

Anche quest’anno, l’associazione ha raccolto le olive prodotte dagli alberi, ricavandone l’olio che è stato donato affinché il frutto nato dalla terra bagnata dal sangue dei Caduti nella lotta contro la mafia possa essere simbolo di redenzione per il territorio, rappresentando la vittoria del bene sul male. L’olio verrà consacrato nel corso della Settimana Santa ed utilizzato come Olio Santo per le celebrazioni liturgiche.

L’arcivescovo Maffeis ha ringraziato il questore per il pregiatissimo dono e ha sottolineato che “il prezioso olio, come da tradizione, verrà unito all’essenza di bergamotto che, quest’anno, è stata donata dai giovani lavoratori di Locri che l’hanno estratta dai frutti piantati nelle terre confiscate alle mafie. Una coincidenza che renderà ancora più speciale il Crisma, originato dal frutto della legalità”.

L’iniziativa è stata riproposta anche a livello provinciale dove i funzionari dei Commissariati di Spoleto, Assisi e Città di Castello hanno donato ai vescovi delle rispettive diocesi l’olio prodotto dall’associazione “Quarto-Savona 15”.

Ringraziando per la significativa donazione ricevuta dalla Polizia di Stato, il vescovo di Città di Castello, monsignor Luciano Paolucci Bedini, ha ricordato che “nella liturgia cristiana il linguaggio dell’olio esprime l'unzione dello Spirito Santo che risana, conforta, consacra e permea di doni e di carismi tutto il corpo della Chiesa”.

“È un’iniziativa molto bella – ha sottolineato monsignor Sorrentino, vescovo di Assisi – che ci permette di coltivare la speranza e diffondere una cultura della legalità e della giustizia che è patrimonio di tutti. Anche la Chiesa deve dare testimonianza ed essere in prima linea nel frenare e contrastare fenomeni mafiosi”.

Per monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia “fin dai tempi antichi l'olio è segno di consolazione e fecondità. Considero particolarmente significativo che quest’anno la materia abituale per gli Olii santi, frutto degli ulivi della nostra bella terra umbra, venga arricchita dall'olio proveniente da un luogo di tragedia trasformato in terra buona e produttiva. Ne colgo il significato profondo: anche dalle zone più buie dell'umanità, che raccolgono e testimoniano tante ferite e custodiscono tante cicatrici alle quali ci accostiamo con delicatezza e rispetto, l'ultima parola non è mai di morte ma è affidata ad un messaggio di vita”.

La Polizia dona olio alle diocesi umbre

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