Lunedì, 27 Settembre 2021
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Oggi si festeggia San Biagio, protettore della gola e patrono dei suonatori di strumenti a fiato

In Umbria, la festa è molto sentita. Oltre che a San Biagio della Valle (Marsciano), è festa a Cannara, a Monteleone di Spoleto, a Pissignano (Campello sul Clitunno)

Oggi si festeggia San Biagio, protettore dai mali della gola. Candele benedette e incrociate. Una specie di esorcismo… tinto dei colori della fede. Per salvarsi dai malanni invernali, non solo Cenciarelli, ossia le polveri d’intonaco raschiate dalle pareti interne della chiesa sotto la Porta del Bulagaio, messe in un sacchetto e appese alla spalliera del letto.

Ma, princeps dei tutores, Biagio, che è specificamente protettore della gola, del naso, delle vie aeree superiori, non dei mali invernali in genere. L’agiografia narra un intervento miracoloso. Il santo avrebbe estratto una grossa lisca dalla gola di un bambino  che stava per soffocare (in pagina la bella grafica di Marco Vergoni).

Dopo tale prodigioso salvataggio, al santo armeno Biagio fu dunque attribuito il ruolo di protettore della gola.

Per questo, Biagio è considerato anche patrono dei suonatori di strumenti a fiato. Come mai? Ovvio: perché gli strumenti a fiato si suonano soffiando. Cosa che non vien bene se si è doloranti alla gola o si ha il naso chiuso.

In Umbria, la festa è molto sentita. Oltre che a San Biagio della Valle (Marsciano), è festa a Cannara, a Monteleone di Spoleto, a Pissignano (Campello sul Clitunno). Forse quest’anno i festeggiamenti avverranno giocoforza in forma minore, per una questione di sicurezza.

Il rituale cristiano (tra religiosità popolare, superstizione e… scaramanzia) prevede la benedizione delle candele e una speciale procedura. Le si passa, incrociate a X, davanti alla gola del fedele e si procede all’unzione con olio benedetto. Basta questo a esorcizzare fastidiose tonsilliti e dure faringiti, incubo di predicatori, politici e cantanti.

San Biagio è onorato in una trentina di chiese nella sola Roma. Ma anche nel mondo orientale. Da noi umbri è considerato un santo di serie A, sebbene ‘declassato’ dalla Chiesa.

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