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INVIATO CITTADINO Nuovo parcheggio? Giù le mani dal Bulagaio

“Occorre una visione panottica non polifemica”, dice l’architetto Mauro Monella

Occorre una visione panottica non polifemica”, dice l’architetto Mauro Monella. Volendo significare che le questioni urbanistiche vanno traguardate in una dimensione completa e in prospettiva, non con l’occhio attento solo al presente. “A Perugia – soggiunge – la corretta visione dello sviluppo della città, in rapporto alla sua storia e al suo futuro, è mancata perché gli amministratori erano spesso affetti da strabismo progettuale”.


Un equivoco da dissipare. Osserva: “Non ha alcun senso continuare a trattare problemi urbanistici legati o alla città storica o a quella moderna. La visione attuale deve essere quella della città nel suo insieme. La periferia (una brutta parola a cui è stata attribuito un significato negativo) è talora considerata meno dignitosa, mentre ha i suoi valori storici che vanno riscoperti, valorizzati e mantenuti”.

Da soli non si decide. Monella sostiene “la necessità di un lavoro interdisciplinare e inter-istituzionale, che rappresenta un’argomentazione non nuova, ma dibattuta da molto tempo e che non è stata capita… e dunque tanto meno realizzata. Sarebbe interessante che questi tavoli di lavoro fossero pubblici, visibili e vivibili da tutti”.

Giù le mani dal Bulagaio. Si deturperebbe un’area naturalistica di pregio.

La realizzazione di un parcheggio sul fosso del Bulagaio delle dimensioni di 1500 posti comporterebbe la conseguenza di “affossare” un’area di grande valore naturalistico come quella del Bulagaio, che comprende anche la Valle del Rio fino a Ponte Felcino e il Tevere, andando a deturpare una valle che ancora mantiene gli aspetti di un Medioevo incantato”.

Perché ritieni dannosa questa idea?

“Basta fare quattro conti per capire quanto la proposta sia di difficile realizzazione: ogni posto auto richiede uno spazio di 12,5 metri quadrati e un costo di circa 12.000 euro a cui vanno aggiunte le superfici di servizio e annessi e connessi e le altre opere.
Una vera e propria mega struttura costosa, aliena e fuori luogo. Un autentico ecomostro”.

Cosa proponi di fare?

“Occorrerebbe invece concentrarsi sulla riqualificazione di tutta la bellissima valle del Rio.
Con un appropriato restauro ambientale, si potrebbe eliminare o riconvertire ad altro uso l’insediamento dell’area Gesenu. Oltre a questo, ci sono tantissime altre opportunità.
Un altro tema interessante riguarda la riqualificazione del piccolo centro storico di Ponte Rio sperimentando l’urbanistica ‘per sottrazione’ cioè la demolizione delle brutture”.

Ribatte, via social, Cesare Rotini (che aveva lanciato l’idea su queste colonne)

“Si insiste sui 1500 posti auto, che è il massimo, ma si parte da 500 e poi si vede”, ossia gradualità.

Precisa Monella. “500 posti auto occupano 7000 metri quadrati che andrebbero ad essere piazzati sopra il “fosso del Bulagaio”. Se questa ipotetica superficie la moltiplichiamo per tre e aggiungiamo il raddoppio della strada del Rio e l’ascensore per Piazza Grimana siamo al top. Senza contare il progetto delle previsioni comunali di scavare una galleria da Ponte Rio fino a Pian di Massiano. Un delirio”.

Ma perché l’urbanistica perugina è stata finora miope, non riuscendo a mettere correttamente a fuoco le questioni?

“Perché le questioni sono rimaste in mano alla politica incompetente e autoreferenziale. Troppi urbanisti della domenica che se ne occupano per hobby. Senza contare il fatto che alcuni, rivestendo anche cariche istituzionali, non accettano commenti in dissenso. Come al solito, prevale pressapochismo e basso profilo”.

Allora cosa deve garantire la buona amministrazione?

“Il governo della città deve garantire due funzioni: il comfort e i rapporti umani. Tutto il resto è fuffa”.

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