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Giovedì, 18 Agosto 2022
Attualità Lisciano Niccone

INVIATO CITTADINO Lisciano Niccone inaugura la sua nuova, splendida agorà

Festa di popolo, mentre il sindaco Gianluca Moscioni propone più progetti che bilanci

Lisciano Niccone inaugura la sua nuova, splendida agorà. Festa di popolo, mentre il sindaco Gianluca Moscioni propone più progetti che bilanci.

Un’inaugurazione con tutti i crismi dell’ufficialità, consacrazione (don ‘Filippo’ benedixit) e quant’altro. Ma soprattutto un momento di persuasa aggregazione intorno a un sindaco giovane e propositivo. Uno cui non mette pensiero salire sul trattore e falciare l’erba degli spazi pubblici. Senza null’altro pretendere che la stima affettuosa dei concittadini. 

FOTO - Lisciano Niccone, la piazza nuova di zecca

 

(foto Sandro Allegrini)

Una piazza nuova di zecca. “Una piazza così non ce l’ha nemmeno una città”, commenta orgoglioso un liscianese. Perché c’è di tutto: verde, fontana, sedute. Insomma: hanno lavorato bene i progettisti, i tecnici e l’impresa esecutrice, impegnata negli ultimi ritocchi fino a pochi istanti prima dell’inaugurazione.

Che poi finisca a panino e porchetta rientra nel rituale delle inaugurazioni. Ma a chi orecchie per intendere giunge chiaro e diretto un messaggio che recita “… e non è finita qui”.

Difatti, tra i progetti, il sindaco (riconfermato nella tornata del 26 maggio 2019) ne ricorda almeno due, meritevoli di attenzione.

La riqualificazione del monumento ai caduti della Grande Guerra, da anni in condizioni di degrado. “Siamo in contatto con la Soprintendenza – dice – che porrà delle necessarie prescrizioni”.

Last, but not least, il recupero della Cappella Mazzi (oggi proprietà Fruscoloni) che verrà riportata all’antico splendore. Non più come luogo di preghiera, ma nella veste di spazio polivalente di aggregazione e di cultura.

SPIGOLATURA PERSONALE.

  1. Quel monumento ai Caduti fu voluto, fra gli altri, da mio nonno Francesco Allegrini (reduce dalla Grande Guerra) che ne decretò, insieme ad altri, l’erezione.
  2. Nella Cappella Mazzi, poco sotto la casa dove sono nato, ho servito messa e pregato da bambino.
  3. Sono liscianese doc, come tutta la mia famiglia paterna.
  4. Conosco Gianluca da bambino. Oggi, adulto, abita davanti alla mia casa di campagna.
  5. Ho fatto l’amministratore in quel Comune e so quanto sia difficile l’arte di accontentare una popolazione arguta e ironica, come quella liscianese del “sì… ma”. Per cui dico, scrivo e sottoscrivo: ‘Forza, Gianluca’.
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