Sabato, 31 Luglio 2021
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Non si ferma la moria di personaggi umbri su Wikipedia: ora è toccato a Ilde Arcelli

La notizia aggiunge costernazione, dopo l’ingiustizia consumata ai danni di Averardo Montesperelli

Mi scrive l’amico Luigi Maria Reale: “La pagina dedicata a Ilde Arcelli su Wikipedia è stata cancellata stanotte (15/16 luglio 2021)”. La notizia aggiunge costernazione, dopo l’ingiustizia consumata ai danni di Averardo Montesperelli

Ci consola sapere che, per quanto riguarda Montesperelli, Gialuca D'Elia redigerà la voce nel Dizionario umbro dell'antifascismo e della Resistenza. 
Ma questi revisori stanno facendo strame di figure rilevanti e a noi care. E, come espressione della cultura territoriale, abbiamo il dovere di contestare.

Come giustificano la cancellazione?

"Nessun rilievo enciclopedico nel suo ambito, attività molto locale, pubblicazioni con editori minori e secondo opac-sbn diffuse pochissimo".

Inoltre: "A parte essere stata un'insegnante e aver fondato una piccola associazione locale, nient'altro di rilevante".

O anche: "Una presenza in antologia? Vorrei che avesse pubblicato con case editrici maggiori, che qualche critico avesse parlato di lei su quotidiani o riviste nazionali, che fosse citata in saggi sulla poesia contemporanea editi da case editrici non solo locali. Le fonti!".

Tanto per chiarire, e per smentire, ricordo che la produzione di Ilde si dipana in ben otto raccolte dal 1983 al 2010, per oltre 500 liriche edite.  Il volume postumo “Poesie scelte”,  curato dal poeta Paolo Ottaviani (con una nota di Eugenio De Signoribus), ne contiene circa 300. 

Quanto ai critici e poeti che si sono occupati della sua pagina, ne cito qualcuno come Silvio Ramat, Maria Luisa Spaziani, Dario Bellezza, il nostro Walter Cremonte, Mario Luzi, Gianni D’Elia, Franco Loi, Luciano Erba. Viene da dire “scusate se è poco!”. 

Tanto per dire. Ilde è stata una figura di alto profilo culturale e sociale. Impossibile non ricordare l’attiva promozione di incontri con personalità del panorama poetico nazionale. Allo scopo di far innamorare alla poesia un pubblico di tutte le età. Stagione d’oro, ai tempi del mitico assessore Roberto Abbondanza.

Ilde fondò l’Associazione “Il Merendacolo”, autodefinizione giocosa e riduttiva di “cenacolo”. Ricordo che l’espressione uscì dalla bocca di un poeta amico durante uno spazio conviviale. Segno che cultura e ironia convivevano felicemente in quel contesto relazionale ricco e stimolante.

Voglio concludere con un’espressione che Enrico Cuccia usava a proposito di quote azionarie. Il noto e riservatissimo finanziere ebbe a dire: “Le azioni si pesano, non si contano”.

Per dire che il valore di un autore non si misura sulla fama dell’editore, ma sulla qualità del lavoro. Altrimenti si banalizza tutto, si riduce la cultura a consumo, si ‘contano’ i consensi. Anche quelli - manzonianamente - “pelosi”.

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