INVIATO CITTADINO Nodo di Perugia, Italia Nostra all'attacco

Nodi e nodini superstradali… vengono al pettine, ma non si scioglie il nodo delle congestioni. Le proposte di Luigi Fressoia

Nodi e nodini superstradali… vengono al pettine, ma non si scioglie il nodo delle congestioni. Le proposte di Luigi Fressoia, Italia Nostra.

“Prima il nodo superstradale da Collestrada a Corciano, “bretella” pensata per risolvere l’inconveniente delle frequenti file automobilistiche. Ora viene proposto il Nodino di Perugia, ovvero solo la prima parte, da Collestrada a Balanzano, che vorrebbe risolvere il flusso verso Todi-Roma separandolo dagli altri”, così esordisce Luigi Fressoia, presidente di Italia Nostra.

Sempre file. Si può andare avanti così?

“C’è da osservare che il formarsi di file è piuttosto regolare, la mattina e il pomeriggio in entrata verso Perugia e il tardo pomeriggio in uscita”.

Che significa?

“Questa regolarità dimostra che trattasi prevalentemente di flussi pendolari, cioè movimenti di gente che percorre, a orari fissi, il tragitto casa-lavoro”.

Quale riflessione se ne può trarre?

“Anas, qualche anno fa, studiò i flussi di questo tratto tribolato e scoprì che, di cento auto in transito a Ponte San Giovanni, solo quindici se ne ritrovano a Ellera in direzione Trasimeno. Ciò dimostra con sicurezza che il grosso del flusso è diretto a Perugia Centro e ai suoi quartieri/zone industriali”.

Quali conclusioni?

“I due dati (pendolarismo e concentrazione sull’area vasta di Perugia) suggeriscono il sospetto che i due tratti del Nodo (da Collestrada Balanzano, da Balanzano a Ellera) non risolverebbero granché, poiché il grosso dell’attuale flusso congestionante - circa il 70% - continuerebbe sull’attuale tracciato”.

E rispetto al consumo di territorio?

“Va considerato che il Nodino comporterebbe grande consumo di suolo, oltre che un rilevante danno ambientale e paesaggistico su quanto resta di integro nella pregiata piana del Tevere a est e sud di Ponte San Giovanni, tema molto caro a Italia Nostra”.

Dunque, che fare?

“Occorre allargare lo sguardo, sollecitare un dibattito a più voci, confrontare progetti, prima di impegnarsi nelle grandi spese prefigurate”.

Quali le possibili soluzioni? Potenziare il trasporto pubblico, si può, si deve?

“Esattamente. In presenza di pendolarismo e concentrazione, la soluzione più razionale da indagare e prefigurare è, come si fa nel mondo civile e in tutt’Europa, un valido sistema di mezzi di trasporto pubblico, così efficiente da risultare più comodo dell’automobile. Ciò è indispensabile poiché continuare a puntare solo sull’automobile è come pretendere di travasare in una bottiglia da un litro il contenuto di una damigiana”.

Con quali mezzi?

“Quasi tutti questi luoghi (quartieri, cittadine e città), sono attraversati da ferrovie ora sottoutilizzate, se non abbandonate. Si potrebbero riorganizzare nella specie di moderna metropolitana di superficie. Con tale trasformazione, possono offrire alla cittadinanza un servizio comodo, economico, efficiente, per le famiglie certamente più conveniente dell’uso di un’auto a testa. Convenienza anche macroeconomica per la bolletta energetica nazionale”.

È vero che gli italiani non vogliono il mezzo pubblico?

“È da respingere la storiella che gli italiani non vogliano il mezzo pubblico. La verità è che non gradiscono la scomodità, mentre ciò che la politica riesce ad offrire (facendo invero poco sforzo) sono servizi pubblici scadenti e inappetibili”.

Quale, dunque, il vostro invito?

 “Italia Nostra invita la Regione e i Comuni alla coerenza: non si può teorizzare sempre - fin dai documenti europei - la “mobilità alternativa”; non si può sempre lamentare l’eccessivo uso dell’automobile, però poi, nel concreto, lavorare esclusivamente per l’automobile e per altri mezzi su gomma”.

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Concludendo: “Italia Nostra invita la Regione a promuovere finalmente discussioni e confronti pubblici su ipotesi diverse di progetti, finora sempre mancati: sarebbe una concreta dimostrazione di disponibilità all’ascolto e al bene comune”.

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