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Sabato, 18 Maggio 2024
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Nodo di Perugia, tra rampe e barriere anti-rumore: ecco il progetto dell'Anas

Seduta della III commissione comunale interamente dedicata all'audizione del responsabile territoriale di Anas

La III commissione consiliare Urbanistica, presieduta da Cristiana Casaioli, ha dedicato la seduta di oggi all’audizione dell’ingegner Lamberto Nicola Nibbi responsabile struttura territoriale Anas Umbria sul tema del nodo di Perugia, raddoppio delle rampe di Ponte San Giovanni e questioni connesse.

Il responsabile struttura territoriale Anas Umbria ha spiegato che le barriere antirumore sono previste sia nell’intervento del nodino sia in quello relativo al raddoppio delle rampe di Ponte San Giovanni. Pur non essendo possibile quantificare i costi dell’intervento, nulla esclude che si valuti l’operazione nella tratta intermedia. È ovvio che se andranno realizzate barriere antirumore nel tratto intermedio, ciò potrebbe essere associato alla sostituzione delle barriere “bordo-laterale”, ormai datate pur se a norma.

Anticipando una questione oggetto dei successivi odg, quella dei sottopassi, Nibbi ha evidenziato che il tema, prima che si chiuda il progetto sul raddoppio delle rampe, dovrebbe essere avanzato dalla Regione al fine di poter essere valutato dal punto di vista tecnico ed economico, magari corroborato da uno studio. Nibbi ha riferito che l’intervento per il raddoppio dello svincolo di Ponte San Giovanni si attesta oggi sui 41 milioni, destinati a crescere molto inserendo altre opere come sottopassi e barriere antirumore fino a Collestrada, costi non tutti sostenibili nell’immediato.

L’ingegner Nibbi ha anche riferito che il “delta” non è stato ancora finanziato: c’è ovviamente la volontà di Anas, ma il progetto finale va ancora definito. Ecco perché le questioni ipotizzate (barriere e sottopassi) vanno presentate ora perché questo è il momento giusto per valutarle, assumendo una decisione congiunta con la Regione.

In merito alle barriere, Nibbi ha ricordato che il vero problema è rappresentato dal mancato finanziamento del piano nazionale esistente. In relazione alla segnaletica ed alle barriere ha spiegato che tali opere verranno fatte, evidentemente, dopo che si procederà all’intervento sul tratto interessato e non prima.

L’ingegner Nibbi ha riferito che la realizzazione della rampa in modalità “rilevato” o in terrapieno, ovvero con carreggiata realizzata con manufatto in terra a quota superiore a quella del terreno, renderebbe impossibile la messa in opera della strada prevista nel PRG, con conseguente blocco del traffico interno della frazione di Ponte San Giovanni nella zona di Balanzano. La possibilità invece di operare sulla rampa con un tratto “in viadotto” o realizzando uno “scatolare”, cioè con carreggiata realizzata su impalcati o travate con elementi di appoggio (pile) disposti a intervalli regolari, permetterebbe un accesso autostradale ottimale in direzione Collestrada e San Martino in Campo questa soluzione sarebbe molto costosa ed impattante non essendo prevista la soluzione sottopasso nell’asse principale.

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