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INVIATO CITTADINO Nessuno interviene, gli operatori della Capodarco sistemano la strada

“Non se ne poteva più”, dicono i volenterosi del fai da te. Sono operatori e volontari della Comunità Capodarco, che anima e gestisce case famiglia e diurni per la disabilità

Quel che non fa il Comune lo fanno gli operatori della Capodarco. È in quel di Prepo, si chiama Strada del Gioco… ma c’è poco da scherzare. Tanto poco che, rabbia a parte, come si dice in perugino “Chi vòl Cristo quello l prega”. Insomma: far da sé e sei servito come un re.

“Non se ne poteva più”, dicono i volenterosi del fai da te. Sono operatori e volontari della Comunità Capodarco, che anima e gestisce case famiglia e diurni per la disabilità.

“Visto che nessuno interveniva, ci siamo accordati per acquistare dieci sacchi di catrame e giù all’opera ad attappare”.

“Ci siamo però accorti – aggiungono - che avevamo valutato per difetto la quantità di materia prima necessaria e il catrame non bastava”.

Allora, cosa avete fatto?

“Abbiamo creato uno strato di mattoni per colmare in parte quelle buche profonde 12-15 centimetri. Poi vi abbiamo spalmato sopra il catrame e realizzato una finitura dignitosa”.

Quale la ragione di tanta sollecitudine?

“Parecchi di noi, provenendo da Ponte San Giovanni e San Martino, ci abbiamo già spaccato pneumatici e scassato sospensioni. Dato che altri non l’hanno fatto, dopo mesi di tormenti, abbiamo preso il toro per le corna”.

Chi, oltre a voi, fruisce di questa strada?

“Tantissimi. Gente che va in parrocchia, membri dei neocatecumenali che vengono per la preghiera, operatori e parenti degli ospiti della Comunità. Insomma: ci passiamo in tanti, ma le buche non le attappava nessuno”.

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