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INVIATO CITTADINO Natura e spettacolo, grande evento tra Piegaro e Città della Pieve

Lo spettacolo “Immaginaria” ha visto ondeggiare, sospese tra gli alberi, fanciulle in fiore, ballerine acrobate che lanciano un messaggio forte di rispetto per l’ambiente

L’immaginazione è più forte se si lega con la natura. Grande evento naturalistico-spettacolare tenuto tra Piegaro e Città della Pieve.

Lo spettacolo “Immaginaria” ha visto ondeggiare, sospese tra gli alberi, fanciulle in fiore, ballerine acrobate che lanciano un messaggio forte di rispetto per l’ambiente.

Merito della Fondazione Giordano, che fa capo alla famiglia Margaritelli, quello di aver proposto un’esibizione di danza aerea in cui le acrobate, arrampicandosi in una sorta di lunga striscia bianca, riuscivano ad effettuare dei movimenti vertiginosi, carichi di seduzione.

Ricorda Andrea Margaritelli: Il lockdown ci ha ricordato il rapporto inscindibile fra ambiente e salute. Vedere coniugati uomo e natura equivale a immaginare un futuro migliore”.

Una piantumazione speciale. La foresta nella quale si è dipanato l’avvenimento vanta caratteristiche speciali. Dal 1969 vi sono stati piantati venticinque ettari di conifere, gli alberi che sono oggetto di sperimentazione scientifica sul cambiamento climatico. Tempo fa, è stato organizzato un evento in cui sono state fatte “suonare” trentasei piante, in armoniosa sinergia musicale come un’orchestra.

Come fanno i francesi. Trent’anni dopo, nel 1999, sono state ripiantate ulteriori ventidue mila querce (provenienti dalla foresta di Bertrange in Francia) in altri dieci ettari, segnando il più importante intervento a livello italiano di riforestazione. Queste querce sono frutto di una straordinaria selezione, perché in Francia la gestione forestale sostenibile si basa sul principio naturalistico secondo cui si lascia compiere alla natura il suo ciclo: si parte da un anno zero, piantando un milione di querce a ettaro, e si selezionano, nell’arco di centottant’anni, le sole cento piante più belle, le uniche ad aver diritto a far cadere il seme, dando così luogo alla generazione successiva.

Un patrimonio genetico davvero unico. Dice Andrea Margaritelli: “Così facendo, si è ottenuto un patrimonio genetico davvero unico, ricco di storia e tradizione, botanicamente rilevante, che è poi stato portato in Umbria, dando vita al primo esempio italiano di riforestazione ab ovo”.

Monitorare i risultati. La sperimentazione in corso, che è monitorata da diversi istituti di ricerca, permette di trasmettere oltre dieci mila dati al giorno via wifi a Roma dove c’è il centro italiano di studio e osservazione.

Umbria come laboratorio di rango. L’Umbria può pertanto considerarsi un faro a livello nazionale per la selvicoltura durabile, a lenta ricrescita, essendo stata la prima foresta italiana che ha ottenuto la doppia certificazione. 

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