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INVIATO CITTADINO Natale stellare a Perugia, in centro storico si montano gli igloo

Un’idea che viene direttamente da metropoli come Parigi. La proposta, a Perugia, è piaciuta così tanto che dei sei inizialmente previsti si sta raggiungendo il numero di dieci

Si lavora al montaggio degli igloo, un’idea che viene direttamente da metropoli come Parigi e Milano. La proposta, a Perugia, è piaciuta così tanto che dei sei inizialmente previsti si sta raggiungendo il numero di dieci.

Gli igloo sono la novità di quest’anno. Saranno illuminati e adeguatamente riscaldati. “Costituiranno – dice l’assessore Clara Pastorelli – quasi una prova generale dei tanto attesi dehors (ossia spazi pubblici forniti di tavoli e sedie, ndr) che potrebbero vivificare il commercio all’esterno nella stagione invernale, specie per ristoranti e bar”.

Un po’ di storia cittadina: come cambiano i gusti. Quando Nives Tei – nel 2013 – propose la realizzazione di un dehors, proprio davanti al Teatro del Pavone, si sollevarono reazioni stizzite che paragonarono l’idea a una vera “profanazione” dell’identità perugina, una vandalizzazione della piazza. La Tei era, evidentemente, troppo in anticipo sul tempo. Che è però, notoriamente, galantuomo. Così che l’idea oggi piace e parecchio, tanto da risultare condivisa da tutti: commercianti, cittadini, amministratori.

L’idea della Tei era improntata a stile, eleganza e a prototipi europei. Ci auguriamo che queste sfere – una volta debitamente allestite – siano di aspetto gradevole e funzionalità adeguata alla bisogna.

L’inaugurazione è prevista per sabato, tanto che gli operai sono al lavoro: ne abbiamo viste due squadre in via Mazzini, mentre altre preparano le pedane in diversi punti dell’acropoli.

L’illuminazione è un altro punto di forza delle scelte di quest’anno. Mentre si attende il montaggio del mega abete in piazza IV Novembre (i collegamenti elettrici sono già predisposti), per corso Vannucci non si notano più fili a ciondoloni. Erano veramente intollerabili: davano un’idea di sciatteria e strapaese. Bastano e avanzano le decorazioni a terra. Anche se qualche commerciante non ha accettato imposizioni e uniformità, arrangiandosi a modo proprio. Ma si tratta, anche, di contrasti interni alla categoria.

E l’albero, che si dice notevole.

Staremo a vedere. Che non si ripeta il tirar fuori la vecchia, abusatissima battuta: meglio quello dell’anno scorso. Tutti gli anni si dicono peste e corna di quello attuale, salvo rivalutarlo, e rimpiangerlo, la volta dopo. È il vizio, tutto perugino, del “sì… ma”. È la nota “audacia perusina” che spinse Paolo III a piegarci… ma non ci riuscì.

Per le vie “minori”, come la parte iniziale di via Alessi (fino all’intersezione con via Cartolari), restano gli attraversamenti luminosi. Ma non impattanti e, soprattutto, in tema con l’argomento “stelle e volta celeste”.

Un Natale, dunque, improntato a buon gusto e discrezione. Come si addice a una città che non deve stupire con effetti speciali. Ma colpire con la sua bellezza orgogliosa e grifagna.

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