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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Paolo Ottaviani, intellettuale e poeta… Quando un uomo di cultura si presta alla lirica e al canto

Dal ruolo di vescovo di Roma nella Tosca, al lavoro di bibliotecario, poeta e animatore culturale

Paolo Ottaviani, intellettuale e poeta… Quando un uomo di cultura si presta alla lirica e al canto.

Il ruolo del vescovo di Roma, sebbene nella Tosca pucciniana, non è cosa da poco. E Paolo Ottaviani lo ha ricoperto per ben due volte negli ultimi tempi: al Teatro Morlacchi di Perugia, nello scorso febbraio, e a Viterbo, nella suggestiva Piazza San Lorenzo, il 29 agosto scorso.

Paolo è noto per essere stato direttore della Biblioteca dell’Università per Stranieri, autentico protagonista nel trasferimento da Palazzo Gallenga alle Palazzine del Parco di Santa Margherita. In questo suo ruolo di appassionato e competente bibliofilo, ha peraltro creato la rivista “Lettera dalla Biblioteca”.

Membro fondatore dell’associazione “Il Merendacolo” di Ilde Arcelli, ha all’attivo numerose raccolte di versi, prefazionate da personaggi come Maria Luisa Spaziani ed Eugenio De Signoribus.

Ottaviani si è inventato uno speciale componimento, definito “treccia”, dal complesso apparato metrico-prosodico, ma anche capace di esprimere profonde significazioni. Alcune “trecce” sono dedicate a personaggi eminenti della peruginità, come Binni e Capitini.

Appassionato di musica, come corista, nella sezioni bassi-baritoni, ha cantato per oltre trent’anni sotto la direzione del Maestro Renato Sabatini, nel Coro dell’Università per Stranieri e nei Cantori di Perugia, nel Coro del CAI di Perugia sotto la direzione del Maestro Paolo Ciacci, nel Coro Lirico dell’Umbria sotto la direzione del compianto Maestro Alessandro Nisio e, attualmente, sotto la direzione del Maestro Sergio Briziarelli. Più di recente, nel “Canticum Novum” di Solomeo, sotto la direzione del Maestro Fabio Ciofini.

Nelle citate rappresentazioni della Tosca ha vestito i panni del vescovo di Roma, chiudendo il famoso “Te Deum” pucciniano e impartendo la solenne benedizione “urbi et orbi”. Voce imponente, presenza scenica, sicurezza e dinamismo, fanno di Paolo Ottaviani l’interprete ideale di figure dalla possente personalità.

Un personaggio di sicuro valore, nursino di nascita, adottato quale persuaso civis inquilinus dalla Vetusta. A Paolo i nostri migliori complimenti per le sue vaste e qualificate attività artistico-culturali.

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