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Chiesa di S. Antonio abate in corso Bersaglieri. Cina e Giappone in equilibrio artistico... sui fili del pentagramma

Esibizione della violinista giapponese Sayako Obori e della pianistacinese Na Qu

Chiesa di S. Antonio abate in corso Bersaglieri. Cina e Giappone in equilibrio artistico… sui fili del pentagramma.

L’Associazione della Pesa e Borgo Sant’Antonio festeggerà (il prossimo 14 settembre) i primi dieci anni di vita, ricorda Francesco Pinelli che ne è fondatore e presidente. Con eccellenti risultati, se è vero che la chiesa del santo degli animali conserva, perfettamente funzionante, l’organo più antico di Perugia. Così come è stata restaurata la statua lignea del santo eremita, la lunetta dell’Eterno Benedicente e, a breve, sarà sottoposta a maquillage una splendida tela del Seicento. Verrà anche ricollocata, sull’altare, l’opera restaurata che raffigura il vescovo santo. Insomma: un bilancio luminoso a favore della conservazione dell’arte e della storia cittadina.

Il luogo è anche valorizzato dal fatto che la collaborazione musicale con l’Agimus di Salvatore Silivestro fa di questo spazio l’unico e privilegiato laboratorio di musica con offerta di ricca stagione concertistica anche in tempo di coronavirus. Tutto il resto tace.

Intanto, mentre Silivestro organizza e anima l’ambiente musicale cittadino, da splendido ottuagenario, si festeggia il 250° anniversario della nascita di Beethoven con due musiciste di straordinario appeal.

La violinista giapponese Sayako Obori, allieva di Paolo Franceschini (ad applaudire la sua creatura), già vincitrice di premi e concorsi (mi piace ricordare il premio Luigi Castellani dell’anno scorso, con cerimonia e concerto in Aula Magna a Palazzo Gallenga), offre una Ciaccona di Bach, fra virtuosismo e interpretazione di vaglia.

Le risponde al pianoforte la collega cinese Na Qu con la Ballata n. 4, op. 52 di Chopin (tutta a memoria, da concertista di rango).

Quindi le due potenze con gli occhi a mandorla eseguono la Sonata op. 30, n. 2 per violino e pianoforte in quattro movimenti.

Un concerto che entusiasma. Svoltosi peraltro con tutti gli accorgimenti suggeriti dalle norme e dalla prudenza: mascherine, distanziamento, igienizzazione delle mani, sottoscrizione dei moduli. Insomma: l’Associazione fa le cose in regola, l’Agimus porta gli artisti, il pubblico è numeroso e convinto. Se è una speranza (o un’utopia) ritenere che l’arte e la bellezza salveranno il mondo. È invece realistico sostenere che questi due valori ci aiutano a vivere meglio. Hic et nunc.

PS: La poetessa e scrittrice Serena Cavallini, all’ingresso, raccoglie firme per segnalare la Cappella dottoriana dell’ex Maternità come “luogo del cuore”, per il suo inserimento fra i beni da restaurare. Arte chiama arte, educazione e bellezza vanno a braccetto.

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