INVIATO CITTADINO Viale Indipendenza, quel muro scrostato e annerito si rifà il look

Con Umbria Jazz in arrivo l’operazione era indilazionabile... e quei portoni cadono letteralmente a pezzi

Viale Indipendenza, quel muro scrostato e annerito si rifà il look. Con Umbria Jazz in arrivo, l’operazione era indilazionabile. Sebbene ci sia voluto un tempo interminabile per i permessi necessari. L’ultima volta che ci si rimise mano fu nel 1986, in occasione della visita del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Ma ormai la situazione era insostenibile. Specie considerando l’adiacente muratura dell’Hotel Brufani, ritinteggiata di recente, il confronto non reggeva. E dire che siamo all’entrata della Rocca Paolina (da viale Indipendenza), fino a dove – tanti anni fa – c’era il diurno. Ossia, il muro comincia alto e si azzera procedendo verso i giardinetti e il Palazzo del Governo. Quel muro di sostegno dei giardinetti Carducci da rossiccio era diventato nero. Con pezzi di intonaco ammalorato che piombavano a terra, mettendo a rischio i pedoni.

Queste le fasi dell’intervento. Spiega Riccardo Sellari, attivissimo operatore pretolano, titolare di Erreesse Pitture. “Prima abbiamo effettuato un robusto lavaggio delle superfici annerite tramite idropulitrice. Poi una copiosa mano di antialghe e antimuffa”.

Quella superficie era infatti verdognola e fradicia di umidità. “Successivamente – aggiunge – l’operazione cuci-scuci, ossia il distacco delle superfici traballanti e ammalorate e l’operazione di risarcire le lacune”. Stamane era all’opera, su cestello telescopico, un addetto della ditta Umberto Ferranti.

“Altro step, quello dell’aggrappante, per favorire il corretto ripristino. E infine un fondo granuloso di collegamento. Ultima fase: la tinteggiatura”, spiega Riccardo. “Abbiamo effettuato anche – precisa aggiungendo un’ulteriore informazione – la scialbatura e la pulitura del cordolo di travertino marcapiano. Ossia quello che sta sotto i colonnini in pietra e le grate in ferro”.

Resta un’ultima scelta: quella del colore. In attesa di decisioni della Soprintendenza, c’è chi fa il tifo per la prosecuzione dello stesso colore del Brufani, anche se forse la tinta è troppo chiara e dunque deteriorabile. “Altrimenti rimetteremo il rossiccio precedente. Ma si decida in termini brevi – conclude Riccardo – altrimenti non ce la facciamo a completare il lavoro prima dell’inizio di Umbria Jazz”.

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Osservazione finale dell’Inviato Cittadino. I portoni che si affacciano su quel muro cadono letteralmente a pezzi. Per non usare espressioni più forti. Non è in caso di intervenire?

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