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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Motori nei sentieri, la Riserva Unesco di Monte Peglia pronta a ricorrere a Commissione europea e Corte dei diritti

Avviata una raccolta firme per sostenere l'iniziativa contro la modifica di legge regionale

Decine di persone, associazioni, comitati e imprese sostenibili hanno sottoscritto il 14 aprile, sul Monte Subasio, i ricorsi alla Commissione Europea e alla Corte Europea dei Diritti promossi dalla Riserva della Biosfera Unesco del Monte Peglia contro la legge "Motori nei sentieri" approvata dalla Regione Umbria.  

"La Riserva della Biosfera Unesco ha invitato diverse volte la Regione Umbria di operare, con senso delle Istituzioni internazionali, per ampliare la Riserva Mab Unesco a varie altre parti dell'Umbria nella accezione più nobile della locuzione "Umbria Cuore Verde d'Italia e d'Europa", come hanno fatto in altre parti d'Italia con straordinario valore aggiunto su scala complessiva. Ci troviamo invece a dover contrastare assurdi corto circuiti istituzionali come quelli della legge regionale "Motori nei sentieri", e faremo ciò che si possa perchè sia abrogata" commenta Francesco Paola, presidente della Riserva.

"I ricorsi sono volti a tutela dei cittadini e delle imprese sostenibili posti in pericolo dalla stravagante e grave normativa regionale e sono iniziative a tutela del Diritto dell'Unione in materia ambientale e degli obblighi climatici dell'Italia e quindi delle Istituzioni nazionali e internazionali a difesa delle quali la Riserva della Biosfera Unesco a tutela dell'Umbria intera e della sua immagine si pone. Voglio anche aggiungere - sottolinea ancora il presidente - che la stravaganza ed eccentricità di tali leggi regionali potrebbe giungere a determinare il rischio anche di vanificare i principi posti a base del conseguimento dei fondi Pnrr dato che il pilastro centrale di Next Generation EU è il dispositivo Rrf che, tra i vari obiettivi, si propone di sostenere interventi che contribuiscano ad attuare l’Accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in coerenza con il Green Deal europeo"  per come si legge testualmente nei documenti ufficiali del Governo italiano, a sostegno della azione e credibilità internazionale queste azioni pure si pongono, "e del principio  "Dnsh" che dispone che gli interventi Pnrr non arrechino nessun danno significativo all'ambiente: valutazione che necessariamente include leggi regionali di segno contrario che vanifichino tali obiettivi, cosa che è per la norma "motori nei sentieri" che rischia di far divenire l'Umbria una sorta di "sorvegliato speciale" materia di clima. Le imprese e i cittadini agiscono con un senso di prudenza e precauzione globale e reagiscono all'arbitrio e all'assenza di senso del limite. La Corte Europea dei Diritti" - conclude il presidente Paola - ha confermato di recente che la violazione degli obblighi climatici è diretta violazione dei diritti umani come abbiamo sostenuto da ultimo nell'evento su "Clima e Diritti Umani" presso la Scuola Lingue Estere dell'Esercito a Perugia".   

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