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Sabato, 18 Maggio 2024
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Prende il volo ‘Il meglio Maestro d’Italia’, lirico inno alla pittura di Pietro, con Sgarbi che fa il mattatore

Prende il volo ‘Il meglio Maestro d’Italia’, lirico inno alla pittura di Pietro, con Sgarbi che fa il mattatore. Quando la parlata pittorica di Pietro divenne lingua nazionale. Per modelli, grafemi e stilemi.

Folla delle grandi occasioni per celebrare i cinque secoli dalla morte del Perugino.

Parterre de roi all’ascolto di Marco Pierini, Direttore GNU, che apre le danze parlando di “chiusura del cerchio”, di una iniziativa che non è azzardato definire storica e coraggiosa.

Gli fa eco il sindaco Andrea Romizi che eleva, motivatamente, questa giornata al rango di esperienza particolarmente emozionante. Un trionfo per la città.

Usa il linguaggio della contemporaneità la Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni, Ilaria Borletti Buitoni, che individua il Perugino come “il miglior influencer 2023” e – facendo il verso al titolo della mostra – non esita a definire Pierini come “il meglio direttore d’Italia”.

Una mostra che riprende a tessere la trama iniziata quasi vent’anni fa (“Perugino, il Divin Pittore”, 28 febbraio – 18 luglio 2004), all’insegna del motto repetita iuvant. Anche perché non di ripetizione si tratta, ma di approccio innovativo, essendo peraltro mutati gli spazi della Galleria e una parte cospicua dei materiali conferiti. Aperta fino all’11 di giugno.

Dovrebbe essere disponibile, da giovedì prossimo, il catalogone (Dario Cimorelli Editore), opera colossale di 500 pagine coi contributi di ben 36 studiosi.

Veruska Picchiarelli, co-curatrice con Pierini, espone il progetto espositivo, scandito in 7 step, per una settantina di opere. Sezioni strutturate dagli esordi fiorentini, agli anni Ottanta tra Firenze e Roma, fino ai ritratti alle Madonne, alla diffusione di un linguaggio nazionale. A chiudere con lo strepitoso Sposalizio della Vergine, rapinato dai francesi alla Cappella del Santo anello della chiesa cattedrale. Un percorso lungo il quale Perugino è accompagnato da altri autori (Botticelli, Pinturicchio, Piermatteo d’Amelia, Ghirlandaio, Bartolomeo Caporali, Signorelli…). Legati, a filo di refe, con la sua opera.

Sgarbi esordisce alla grande e prosegue fra resoconti autobiografici, aneddoti e birichinate alla sua maniera. Gioca sulla vita e sulla morte, sulle ascese e le cadute, su resoconti accurati di iniziative nazionali da lui stesso promosse o seguite nell’attuale veste di sottosegretario.

La visita guidata è ricca di suggestioni culturali e di emozioni del cuore. Pierini e Picchiarelli conducono la macchina con perizia. Sgarbi, con la sua piletta, punta i dipinti, stupisce e si stupisce. Con la meraviglia di un bambino osserva queste opere poetiche (“è del poeta il fin la meraviglia / parlo dell'eccellente e non del goffo”). Esclama sentite interiezioni…qualche volta sopra le righe. Ma emana entusiasmo e simpatia. È, insomma, uno Sgarbi pieno di “garbo”. Anche quando ride, con l’Inviato Cittadino e con sua moglie Rita ai quali, vent’anni fa in quel di Corciano, affibbiò l’epiteto di “maniaci sessuali” per la pervicacia con cui mantenevano un rapporto di coppia.

Che volete? Sgarbi è refrattario a ogni rapporto duraturo. Se si esclude quello con l’arte. Cui sarà fedele per sempre. Fino all’ultimo dei suoi giorni. À bout de souffle.

Inaugurata la mostra su Perugino

(Foto di Sandro Allegrini)

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