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INVIATO CITTADINO Palazzo Della Penna festeggia Diabolik, splendido sessantenne, malandrino e rubacuori

Una mostra che farà il botto durante Umbria Jazz

Palazzo Della Penna festeggia Diabolik, splendido sessantenne, malandrino e rubacuori. Una mostra che farà il botto durante Umbria Jazz.

Orgoglio e vanto della Biblioteca delle Nuvole e del suo fondatore, Claudio Ferracci, alla cui competenza, intraprendenza, capacità… l’assessorato alla Cultura di Leonardo Varasano si è affidato in piena sicurezza. Perché i rapporti di Claudio col mondo del fumetto sono solidi e fruttuosi.

Ed ecco che al primo piano del palazzo della cultura si dipana un’esposizione che non teme confronti: per originalità, ricchezza di contenuti, scientificità d’impostazione. 

FOTO - Perugia, la mostra che celebra Diabolik

(foto Sandro Allegrini)

Nella presentazione open air, al cortile dello storico palazzo, si comincia con una battuta: “Diabolik non viene?”. Risposta: “No perché ha saputo della presenza di Guido Barbieri!”. Ossia il comandante del Nucleo recupero opere d’arte con sede all’ex Saffa di corso Garibadi. Guido è anche in veste di fumettofilo e fumettologo.

Ma è poi vero che Diabolik non c’è? Falso! Basta entrare nella “stanza nera” dove il furfante ci viene incontro, insieme alla sua Eva, nelle vesti di due manichini adeguatamente ‘vestiti’ dal creativo custode del palazzo: quel geniaccio di Paolino Mirmina.

“Il fumetto – esordisce Varasano – è una forma d’arte nobile” e i tanti fumettofili annuiscono. “E poi questa mostra – dicono all’unisono assessore e curatore – costituisce un omaggio alla donna. Ossia alle genialissime Angela e Daniela Giussani, le quali, da piccole editrici, con orgoglio femminile e femminista, seppero creare un fenomeno editoriale e archetipico. Oltre ad aver letteralmente inventato il comodo tascabile che si legge in treno e nei momenti di relax.

E poi – sottolinea Ferracci – c’è da dire che l’accreditamento di un personaggio è pieno quando su di lui circolano barzellette. “Diccela!”. Eccola qua: “Dal giornalaio: “È uscito Diabolik?”. “No”. “Allora, circondate l’edicola!”. Fa poco ridere, ma risulta efficace ad esprimere un mood.

Veniamo poi alla mostra.

Si parte dai modelli ispiratori, naturalmente ‘letterari’: Fantomas, Lupin, Rocambole…

Quali i modelli uomo/donna? Si dice, e si propongono, le icone prototipo di Robert Taylor e Grace Kelly.

La mostra ha un percorso obbligato che dà conto di passaggi utili alla sua piena comprensione.

Non mancano gli omaggi di disegnatori locali… ma di rango. Abbiamo incontrato e fotografato Moreno Chiacchiera il quale propone la prima e unica (finora) tavola ironica su Diabolik. Ma c’è anche Cavallerin con una grande tela dal titolo “Tradimento”. E aspettiamo le due tavole di Ferracci che, come curatore, si è astenuto dal metterle in mostra. Se non lo farà, l’Inviato Cittadino gli toglierà il saluto!

Le bacheche offrono golosità: locandine, manifesti, le parodie, le imitazioni (con la creazione di personaggi analoghi), le serie sexy, Pappagone, Diabolik, Dorellik e tante altre amenità,.

In conclusione: le chicche sono tante, comprese le tavole originali del grande Giuseppe Palumbo, disegnatore del celebre ladro mascherato e di Martin Mystère.

Insomma: una mostra che non si può compiutamente raccontare. La scelta migliore è quella di vederla.

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