Lago di Pilato, acque in calo: "Colpa del terremoto e del cambiamento climatico"

Il Parco dei Monti Sibillini: attenzione alle uova del Chirocefalo, il minuscolo crostaceo che vive soltanto nel lago di Pilato

E allarme per il livello dell'acqua del Lago di Pilato, sui Monti Sibillini. "Negli ultimi anni  - spiega il Parco - si è registrata una crisi idrica importante. E' stato attivato un monitoraggio costante dello specchio d’acqua cercando di preservarne l’integrità". Perché c'è una specie rarissima in pericolo. Qui "vive il Chirocefalo del Marchesoni, un piccolissimo crostaceo che ha scelto da tempo immemore il lago di Pilato come sua unica dimora".

Così scatta un allarme per gli escursionisti: "Per garantirne la sopravvivenza  - spiega il Parco dei Monti Sibillini - è fondamentale non avvicinarsi alle sponde dell’invaso e, qualora le acque risultassero assenti come successo più volte in estate, è vietato calpestarne la superficie, perché lì si annidano le uova del Chirocefalo, capaci di resistere a periodi di siccità ma non, ovviamente, ai comportamenti sbagliati di persone incaute".

La crisi idrica del lago dipende da "cambiamenti climatici" e "terremoto del 2016". Secondo uno studio dell’Ispra, ente pubblico di protezione e ricerca ambientale, l’analisi dei dati pre e post sisma ha permesso di verificare "come sia aumentata la velocità di infiltrazione delle acque del lago nel sottosuolo per una probabile variazione di permeabilità dovuta appunto agli effetti del terremoto".

“Occorre cautela ed attenzione -  sottolinea Carlo Bifulco, direttore del Parco - Temevamo questo scenario, amplificato dal sisma del 2016. Dobbiamo tutelare la specificità del lago di Pilato non solo dal punto di vista paesaggistico quanto piuttosto da quello faunistico data la presenza nelle sue acque del Chirocefalo del Marchesoni. Raccomandiamo a chi decidesse di intraprendere un’escursione verso il lago di non avvicinarsi alle sue sponde e a quel che rimane dello specchio d’acqua rispettando un areale ampio poiché sotto quel pietrisco si nascondono le uova del piccolo crostaceo, in uno stadio di diapausa. Appena le condizioni ambientali miglioreranno, il percorso di sviluppo dell’animale riprenderà continuando ad assicurarne la millenaria presenza nel lago”.

In questi giorni avrebbe dovuto tenersi un sopralluogo nel sito, effettuato da tecnici del Parco, dell’Ispra e dell’Università di Perugia. L’Ispra si occupa degli aspetti idrogeologici, l’Università di Perugia di quelli legati all’habitat. “I sopralluoghi sono solo rimandati, per ragioni logistiche, di qualche giorno - prosegue Bifulco - “mentre l’altro ieri i nostri tecnici, insieme ad alcune guide del Parco e ai carabinieri forestali, sono saliti al lago per prenderne visione e documentare la situazione in cui si trova”.

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Se il fattore sismico ha giocato un ruolo nell’abbassamento del livello delle acque, di certo il fattore climatico appare tuttavia preponderante: “Le scarse precipitazioni piovose e nevose di questi ultimi anni - continua Bifulco – hanno impedito il formarsi dei depositi di neve che alimentano il lago. In una prospettiva più ampia, una modalità efficace per affrontare l’emergenza climatica è cercare di implementare una forestazione intensiva delle aree marginali ed abbandonate per aumentare la capacità di intercettazione e ritenzione delle risorse idriche nel terreno e di assorbimento dell’anidride carbonica. È risaputo che la presenza di foreste migliora il clima poiché attenua le massime temperature e l’aridità conseguente. Il Parco, in questo senso, può giocare un ruolo come esempio virtuoso, ma è chiaro che l’azione deve riguardare aree fuori Parco. È lì che si giocherà la battaglia”. Anche perché non è solo il lago di Pilato a soffrire di carenza idrica, ma diversi corsi d’acqua, sorgenti e l’intero ecosistema acquatico presente nel Parco e fuori, “per cui tornare ad un uso consapevole dell’acqua - conclude Bifulco - sarà non più una scelta bensì una necessità”.

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