Diagnosi delle patologie prenatali, il medico perugino fa scuola in tutto il mondo

Il professor Graziano Clerici, direttore del Centro Europeo per la Medicina e la Ricerca e direttore della Scuola Permanente di Ecografia in Ostetricia e Ginecologia che hanno sede nella struttura dell’Istituto Clinico Porta Sole di Perugia, è stato invitato al secondo “Congresso Mondiale di Medicina Materno Fetale e Neonatale”

Accrescere l’abilità nel diagnosticare le patologie in fase prenatale, per poter effettuare trattamenti idonei già in utero oppure appena dopo la nascita del bambino, è uno degli scopi principali dei corsi fruibili online e in videoconferenza (video-streaming) o direttamente in sede, tenuti dal professor Graziano Clerici, Professore Associato nel Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia della Sechenov, First Moscow State Medical University di Mosca, direttore del Cemer (Centro Europeo per la Medicina e la Ricerca) e della Psuog (Permanent School of Ultrasound in Obstetrics and Gynecology - Scuola Permanente di Ecografia in Ostetricia e Ginecologia) di Perugia. Sia la Cemer che la Psuog hanno trovato sede in un’ala autonoma della struttura che ospita l’Istituto Clinico Porta Sole a Monteluce.

Ora questa alta specializzazione della nuova struttura di Perugia è stata al centro di un contesto importante ovvero quello del secondo “Congresso Mondiale di Medicina Materno Fetale e Neonatale", che si è tenuto dal 4 al 6 aprile scorsi a Londra, presso il "Queen Elizabeth II Conference Center". L’invito al congresso è arrivato per l’alta specializzazione in diagnostica per immagini, in particolare nel campo della medicina prenatale, che può vantare il professor Clerici ed il Cemer (Centro Europeo per la Medicina e la Ricerca di Perugia, una struttura dotata delle più moderne tecnologie al servizio della salute) da lui diretto e tra i più all’avanguardia. All’interno della nuova struttura sanitaria, professionisti e studenti possono accedere sia a corsi online, fruibili direttamente dalla piattaforma basata sul web, che in videoconferenza o frequentare i corsi direttamente in sede con didattica frontale.

Durante la fase congressuale, il professor Clerici ha quindi condotto un intero corso interattivo di “live scan” (ecografia in tempo reale) per i presenti a Londra provenienti da tutto il mondo, direttamente online dalla struttura perugina con pazienti volontarie comodamente a proprio agio sul lettino dello studio di Perugia, insegnando la metodologia, i segreti e gli aspetti tecnici più raffinati per lo studio delle anomalie e delle malformazioni fetali, prima con una parte teorica e poi con una pratica.

Clerici, grazie al collegamento interattivo, ha potuto far vedere l’immagine ecografica e come si ottengono le varie scansioni con i giusti movimenti impressi dalla mano alla sonda ecografica ed ha potuto interagire con l'audience della sede congressuale, che ha potuto fare domande e chiedere chiarimenti.

“C’è sempre più esigenza – afferma Clerici – di corsi “veri" che permettano di trasmettere tutta la professionalità che colleghi esperti hanno acquisito e maturato in anni di esperienza, anche in periodi di formazione all’estero e per questo motivo abbiamo anche fondato, come branca della Cemer, la Psuog (Permanent School of Ultrasound in Obstetrics and Gynecology - Scuola Permanente di Ecografia in Ostetricia e Ginecologia), il cui scopo primario è proprio la divulgazione scientifica nel campo della diagnostica ostetrica e ginecologica”.

“Trasmettere tutto questo ai giovani e a chi è interessato a queste materie – prosegue Clerici – mi appaga dal punto di vista personale ed è una sfida che ci aiuta ad impegnarci sempre di più e ci migliora come professionisti. Trasmettere conoscenze e confrontarsi con realtà internazionali è un modo per imparare e crescere”. Per Clerici, “la possibilità di potersi confrontare a livello internazionale è fondamentale, perché altrimenti non si può che rimanere legati ad una visione caratterizzata da una prospettiva limitata. Avere la possibilità di instaurare relazioni con Università straniere e confrontarsi con grandi professionisti a livello internazionale in contesti come questo di Londra, credo, sia una opportunità preziosa”.

“La diagnosi è importante – spiega ancora Clerici – non solo per evitare di portare a termine una gravidanza non desiderata, ma ciò che ci stimola maggiormente e che ci dà più entusiasmo nel fare questo lavoro è che facendo una diagnosi corretta si può arrivare anche a prevenire l’insorgenza di alcune patologie o a trattarle direttamente in utero o appena dopo la nascita”. “Di fronte ad alcune patologie – aggiunge il direttore del Cemer e della Psuog – la nostra frustrazione è sempre stata quella di fare diagnosi e poi non poter dare soluzioni. Oggi si aprono degli orizzonti completamente nuovi al riguardo con la terapia in utero o fatta appena dopo la nascita. Una volta individuata l’anomalia, un tempo, la paziente decideva se sottoporsi o no all’interruzione di gravidanza, oggi, per alcune patologie c’è una nuova opzione: quella di curare direttamente in utero o precocemente dopo la nascita. In ogni caso e comunque, la cosa importante, ripeto, è fare la diagnosi. L’importanza della diagnosi – sottolinea ancora Clerici – non è ovviamente solo per i casi che possono giovarsi del trattamento intrauterino, ma anche per gli altri, perché serve a capire comunque aspetti cruciali per la gestione clinica dei casi patologici come i tempi, le modalità e la sede del parto più adeguati. Ad esempio, se si fa una diagnosi di malformazione cardiaca e siamo in un ospedale dove non c’è la cardiochirurgia pediatrica, facendo nascere il bambino in questa sede possiamo condannarlo a morire o ad avere delle sequele molto gravi in futuro. Se invece facciamo la diagnosi prima, quel bambino può essere fatto nascere dove può essere assistito al meglio”.

Quindi, per Clerici, l’importante finalità di insegnare queste cose attraverso corsi di questo tipo “è quella di far accrescere l’abilità nel diagnosticare delle patologie in fase prenatale, utilizzando tutta la nuova e più efficace tecnologia oggi a nostra disposizione, per poter raggiungere il maggior numero possibile di professionisti attivi sul campo, nelle varie parti del mondo, e farlo nel contesto di un congresso mondiale non è quindi solo una grande soddisfazione personale, quanto un'opportunità rara e preziosa. Sicuramente, un grande ringraziamento va al professor Gian Carlo Di Renzo, al quale mi lega un profondo affetto ed una grande stima e che ha permesso che tutto questo si potesse realizzare dandomi l'opportunità di frequentare i migliori centri di diagnosi e terapia fetale del mondo così che io ora possa proseguire la missione di formazione scientifica di giovani professionisti".

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