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La mattonata di Monte Ripido marca visita: nel degrado un luogo carico di storia, di tradizione francescana e di pietà popolare

Lo stato del piano di calpestio è miserevole. Mancano pezzi di materiale, lapideo e fittile. Il che rende insicura l’ascensione. Per non parlare della discesa

La mattonata di Monte Ripido marca visita. Un degrado cui la comunità francescana e i perugini dovranno porre rimedio. Un luogo carico di storia, di tradizione francescana e di pietà popolare.

La segnalazione parte dal poeta Francesco Curto, amante della storia e del cavallo di San Francesco, come si dice di quanti sono avvezzi a percorrere i luoghi “pedibus calcantibus”.

Ricordiamo brevemente che, superato il Cassero di Porta Sant’Angelo, fuori dalle mura di epoca medievale, si arriva alla base della ripida via mattonata che giunge al Convento di San Francesco al Monte (per distinguerlo da San Francesco al Prato, ma per noi perugini, semplicemente Monte Ripido).

La mattonata seicentesca (1633-1636) è fiancheggiata da undici piccole cappelle della Via Crucis. Anch’esse in cotto.

Un tempo era luogo assai frequentato, da turisti, da religiosi, da credenti. Perfino noi ragazzini la facevamo di corsa arrivando in cima senza fiato. Durante la Pasqua, quella Via Crucis era luogo di meditazione e di preghiera.

Ora le condizioni di degrado la rendono di fatto impraticabile. Ho visto dei turisti inerpicarsi appoggiandosi al provvidenziale corrimano sulla sinistra.

Lo stato del piano di calpestio è miserevole. Mancano pezzi di materiale, lapideo e fittile. Il che rende insicura l’ascensione. Per non parlare della discesa.

Le stazioni della Via Crucis sono mutile. Ad esempio, dalla seconda e della terza è stata asportata la tabella con la descrizione, fissata originariamente con due viti.

Anche il piccolo immobile alla base è in condizioni pietose. Esistono due accessi, uno superiore (con porta) e uno inferiore, provvidenzialmente protetto da inferriate. Ma il livello di degrado si percepisce attraverso le sbarre. Residui di materassi fanno pensare ad occupazioni abusive. Un camino porta i segni di un uso occasionale.

Peccato che, nella parte lungo la strada comunale, sia inclusa un’edicola di Madonna con Bambino che meriterebbe una tenuta più degna. Peraltro è protetta da un’artistica ferratura ove, fra i ricci, si distinguono le lettere A(ve) M(aria).

Occorre adoperarsi affinché la comunità francescana, i perugini, i fedeli, il Comune, Fondazioni, Istituzioni e altri soggetti pubblici e privati, prendano l’iniziativa. Preoccupandosi di tutelare questo bene di valore storico e religioso incomparabile.


 

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