INVIATO CITTADINO Massofisioterapisti, il Tar rinvia la decisione a ottobre

I massofisioterapisti formati a Perugia potranno continuare a lavorare. Almeno fino al prossimo 13 ottobre, data alla quale il  Tar del Lazio ha ieri rinviato la discussione seguita al ricorso proposto dagli iscritti al Sindacato Confsal Fesica MFT  contro il Ministero della Salute

I massofisioterapisti formati a Perugia potranno continuare a lavorare. Almeno fino al prossimo 13 ottobre, data alla quale il  Tar del Lazio ha ieri rinviato la discussione seguita al ricorso proposto dagli iscritti al Sindacato Confsal Fesica MFT  contro il Ministero della Salute.

Insomma, circa la vertenza Massofisioterapisti, il Tar del Lazio ha confermato la sospensione del decreto attuativo del Ministero della Salute.  Il che è, di per sé, indicativo di qualche legittimo dubbio, sostengono i ricorrenti.

Riassume la questione il responsabile nazionale Carmine Camicia: “Nel 2018, con una legge (la numero 245) il ministero toglieva il titolo di Massofisioterapisti a migliaia di professionisti, in quanto lo stesso decreto prevedeva l’obbligo di confluire in un ordine professionale (TSRM ) ed i requisiti previsti per l’iscrizione erano di aver esercitato almeno da 3 anni la professione”.

In quella legge c’era un particolare rilevante e incongruo, sostenete. Vero?

“La legge era retroattiva in quanto tutto coloro i quali si erano iscritti al corso di MFT dall’anno  2014,  pur avendo acquisito il diploma, non potevano più esercitare la professione”.

Allora, come si è mosso il sindacato?

“Il Sindacato ha proposto ricorso contro quella legge, incostituzionale, ottenendone la sospensione degli effetti. Il Tar ieri ha rinviato la trattazione. Quindi, sino a quella data, i Massofisioterapisti non avranno l’obbligo d’iscriversi all’ordine professionale”.

Come valuta la questione? 

“Tutto ciò è per noi motivo di grande soddisfazione in quanto, confermando la sospensiva, il Tar ribadisce le proprie perplessità sulla legittimità della legge che, con un tratto di matita, cancellava dal mercato del lavoro migliaia di professionisti”.

Ironia della sorte, osserva Camicia: “Si ricorda che, nel 2018, il sottosegretario al Ministero della salute era l’attuale Assessore alla Sanità della Regione dell’Umbria Luca Coletto, (cor)responsabile di quella legge, (a nostro avviso) illegittima, che nuoceva irrimediabilmente a migliaia di lavoratori che si erano formati nella scuola del capoluogo Umbro”.

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In cauda venenum, è un vecchio adagio latino fatto proprio dal combattivo segretario del sindacato Confsal Fesica.

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