EDITORIALE Viva la Marcia della Pace di Capitini! Ma l'edizione 2020 siamo sicuri che sia opportuna e di tutti?

Non c'è gioia, ma preoccupazione a causa del rischio contagio da Coronavirus. Vale la pena, anche se con un piano di sicurezza imponente, spingere senza se e senza ma per l'edizione di domenica?

L'inventore della Marcia, Aldo Capitini

Pace vuol dire concordia tra i popoli. Pace vuol dire sorrisi e non preoccupazioni. Pace vuol dire rispettare gli altri. Pace vuol dire ospedali finalmente vuoti dopo scontri e bombardamenti, echi di una guerra sempre ingiusta. Pace vuol dire abbracciarsi, stare insieme, baciarsi. Pace vuol dire volti liberi da maschere anti-gas e da elmetti. Si potrebbe andare avanti ancora per molto, consapevoli di sconfinare anche nella banalità del "bene". Ma, a mio giudizio, bastano queste poche righe per prendere una posizione sulla Marcia-Catena della Pace che è prevista per domenica prossima, con modalità rivista (e certamente con distanziamento), con ben 2.500 persone da tutto il Paese per portare avanti (in maniera ci dicono statica...mah) una tradizione, un messaggio, una speranza nata dal cuore e dalla mente del nostro grande perugino Capitini.

Ecco la nostra posizione chiara e che, certamente, non sarà gradita a molti lettori: la Marcia della Pace 2020 non è la nostra Marcia della Pace, che rispettiamo, viviamo e amiamo. I contagi sono triplicati, le task-force regionale e nazionale hanno ribadito il loro "no" ad eventi impattanti, in Umbria il commissario Onnis ha detto chiaramente che stiamo vivendo una situazione preoccupante. Nelle altre regioni - da dove arriveranno manifestanti - addirittura la situazione è decisamente peggiore. Ma allora come si fa a pensare di fare la Marcia della Pace, anche se con il migliore piano di sicurezza del mondo, con tale clima sanitario che ha imposto una proroga dello stato di emergenza nazionale? La Fiera dei Morti, Baracconi ed Eurochocolate - che portano non speranza, ma linfa economica importante per le famiglie - sono stati annullati perché è impossibile, in questo momento, tracciare tante persone in caso di contagio.

Ma che Marcia della Pace potrà mai essere se non ci si può abbracciare, se non si può pregare e sperare stando vicini, se non si può nemmeno marciare uniti verso un futuro migliore? E ancora: la Marcia della Pace si batte per la salute dei popoli contro l'odore di ospedali da campo e di morte che sono lo zolfo della guerra. Ma in questo caso, con 2.500 persone previsti dagli organizzatori, si può escludere completamente il rischio contagio? Non succede... ma se succede c'è il rischio addirittura di chiusure selettive di alcuni territori (estrema situazione, c'è da dire) con danni economici mostruosi e aggravio sulla sanità locale che deve soprattutto pensare a salvare vite extra-covid (tumori, infarti, malattie varie... ordinarie). Rischia un danno di immagine e di credibilità mostruosa la Marcia sognata e voluta da Capitini, amata e rispettata il tutto il mondo. O no?

Ne vale la pena? A mio giudizio no. Sono consapevole che gli organizzatori e i volontari hanno studiato un piano per la sicurezza imponente, rispettoso e probabilmente sicurissimo. E sono altrettanto sicuro della buonafede di testimoniare un messaggio di pace e di speranza anche ai tempi del Covid. Ma è tutto questo opportuno ed etico? Molti cittadini stanno chiedendo un passo indietro, la Regione pure insieme al suo comitato tecnico scientifico. Che male c'è a rinviare tutto, ma senza rinunciare ad un messaggio, che risulterebbe ancora più forte, da lanciare al mondo con i mezzi a distanza che ci sono oggi. Alle 13 è prevista una conferenza stampa per ribadire il piano sicurezza dell'evento. Spero che la conferenza, invece, segua un'altra scaletta per il bene di tutti. Viva la Marcia della Pace, via gli uomini e le donne che si battono per la Pace. Ma gli eventi, speriamo, di riviversi dal 2021.  Compreso quello della Chiesa relativo alla beatificazione di Acutis, il giovane santo, che sta richiamando molte persone ad Assisi tanto da dover modificare la viabilità cittadina. Anche questo non è assolutamente opportuno ed è grave che la Chiesa non ne prenda atto.

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P. S.: Sono rimasto colpito anche da un frase di un noto radicale e pacifista umbro scritta sui social: "La pace spezza le catene e non le crea... anche se all'insegna della solidarietà". Ecco forse è sbagliato anche il messaggio della Catena della Pace lungo la strada Perugia-Assisi prevista al posto della Marcia. Un altro campanello d'allarme per ripensare il tutto nel 2021.

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