Quel restauro è uno spettacolo, partecipata lezione di Adamo Scaleggi nel chiostro di San Domenico

Il Manu aveva promesso la visione di un work in progress… quel restauro è stato uno spettacolo. Partecipato appuntamento sotto il chiostro di San Domenico, fra urne e reperti di grande fascino

Il Manu aveva promesso la visione di un work in progress… quel restauro è stato uno spettacolo. Partecipato appuntamento sotto il chiostro di San Domenico, fra urne e reperti di grande fascino. Ma quel sarcofago dà dei punti a tutti. La direttrice Luana Cenciaioli – col contributo dell’Archeoclub – lo ha indicato fra le priorità. Anche perché dietro quel manufatto c’è una storia particolare.

Innanzi tutto, è stato riutilizzato a distanza di otto secoli: dal II secolo dopo Cristo al 1089. Dell’originario “ospite” (i cui resti erano evidentemente al lumicino), nulla resta in quanto il sarcofago è stato occupato dalle spoglie del potentissimo abate di Farfa. E a questo personaggio scomodo – troppo filoimperiale –  si riferisce appunto l’iscrizione del cartiglio, in cui la precedente scritta fu abrasa. Era stato l’imperatore Enrico III ad assegnare l’abbazia al polemico religioso che rischiò addirittura, per la sua intraprendente autonomia, la scomunica papale.

In tema di riuso, il restauratore Adamo Scaleggi fa notare che il sarcofago fu sezionato con un  divisorio in travertino e venne utilizzato come lavatoio: lo dimostra un buco di sfioro per l’acqua nel fondo della vasca di sinistra.

Oltre alle strigilature, l’elemento di pregio è costituito da due Grifi accosciati che decorano simmetricamente i lati brevi. Si fa notare  che il Grifo era caro ad Apollo, divinità solare: quindi nessun rapporto con la Grifagna Peroscia. Ma quei bassorilievi sono semplicemente strepitosi.

Il braccio destro di Scaleggi è il restauratore Gian Marco Volpi, che già lo affiancò nei restauri dell’Arco Etrusco. Lo vediamo impegnato  ad applicare carte che risucchiano le impurità stratificate nei secoli su quelle superfici finemente lavorate. Una grande lezione di storia, di arte, di professionalità quella che Adamo Scaleggi, Gian Marco Volpi e Luana Cenciaioli hanno offerto alla civitas perusina. Come sempre, a ingresso libero e gratuito.

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