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Enigmatico manifestino in centro storico, l'ipotesi dell'Inviato cittadino

Da qualche giorno è incollato in vari punti dell’acropoli un enigmatico manifestino. Lo si trova un po’ dappertutto: nelle bacheche cittadine, incollato nei travertini, perfino nei raccoglitori di rifiuti

Da qualche giorno è incollato in vari punti dell’acropoli un enigmatico manifestino. Lo si trova un po’ dappertutto: nelle bacheche cittadine, incollato nei travertini, perfino nei raccoglitori di rifiuti.

Sconosciuto il messaggio che lancia, finora misterioso perfino ai ragazzi che bazzicano il centro storico.

Rappresenta un giovane capelluto e barbuto (foto) inserito in un cerchio barrato. Una grafica gradevole, immagine e lettere d’effetto, una stampa effettuata col computer. La convenzione simbolica è trasparente quanto al senso di divieto, simile a quello espresso dalla segnaletica stradale.

Una scritta sottostante recita “No fon zone”, ma è difficile penetrarne il senso. Perfino Gianluca Papalini, defensor civitatis, e il Maestro Francesco Quintaliani, con bottega nel palazzotto dei Notari, rinunciano ad avanzare ipotesi.

L’Inviato Cittadino ci prova, basandosi sulle tante proteste mosse dai residenti dell’acropoli che lamentano sonni turbati dalla movida notturna. Se il bersaglio esegetico è centrato, la scritta parrebbe indicare il divieto di fare baccano. Posto che il sintagma “fon” corrisponda a quello di “rumore”, partendo dal termine greco “fonè” (voce, rumore, suono), si pensi a “fonetica, fonoteca, grammofono, magnetofono, dittafono” e simili. Non si parla certo di phon come asciugacapelli.

Se abbiamo colto nel segno, basta il silenzio-assenso. Se invece l’anonimo autore del messaggio volesse intendere dell’altro, si faccia vivo per spiegarcelo. Anche in forma anonima. Gli daremo lo spazio che merita. Specie se si tratta di un messaggio improntato a civiltà (come da noi auspicato).

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