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Sui muri di economia risplende il sol dell’avvenire

Un messaggio di ottimismo o, forse, un residuo di ideologismo

Sui muri di economia risplende il sol dell’avvenir. Veramente la formula suona “2021. Sorgerà di nuovo il sol dell’avvenire”. Un messaggio di ottimismo o, forse, un residuo di ideologismo.

Sta di fatto che quel muro è, dal Sessantotto a questa parte, un tazebao in cui è passato un po’ di tutto. Ricordate gli anni della “pantera”, quando punteggiarono di orme (normografate) dell’impronta del felino i muri di via Elce di Sotto e via Alessandro Pascoli? Quei ragazzi furono individuati e condannati al risarcimento delle spese di tinteggiatura. Uno di quegli imbrattatori era il figlio di una collega di scuola che, separata, rifilò la spesa al marito, convinto comunista. Ben gli sta!

Ora spicca, a fianco del cancello di Economia, poco sopra la mensa dello studente, un manifesto di generose dimensioni che annuncia il 2021 come un anno in cui si esprime la certezza che possa brillare alto il sole dell’avvenire. Vecchia formulazione di quando i socialisti aspettavano una società di liberi e uguali. Fin da quando i comunisti attendevano pazientemente l’arrivo di Baffone, come veniva allora chiamavato Stalin, che per fortuna non arrivò.

Interessante e moderna la grafica che rappresenta Falce, Martello e strane mezze lune, iconografia classica in forma rivisitata.

Condividiamo l’auspicio. Anche se quel simbolo, sebbene rinfrescato nella grafica, mostra evidenti i segni di un superamento da parte della storia.

La canzone che ispira la frase è quella ripresa dai partigiani, sulla musica della nota Katiuscia: “Fischia il vento, urla la bufera / scarpe rotte, eppur bisogna andar / a conquistare la rossa primavera / dove brilla il sol dell’avvenir”.

Ricordo che, sulla parete nella bottega di ciabattino di mio nonno Francesco, socialista storico, era rappresentato il simbolo Falce, Martello, Libro e sole nascente. A pensarci mi commuovo. In fondo è bello che ci sia qualcuno che a quel sole crede ancora, come gli studenti perugini. Credere, malgrado tutto.

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