Marciapiedi trasformato in letamaio dalla maleducazione umana: la civile protesta di un cittadino di Elce

La (mal)educazione – umana, non canina – ai tempi del coronavirus. Marciapiedi letamaio e cartelli di civile protesta all’Elce.

Accade che – in periodo di clausura forzata – la gente esca per fare quattro passi sotto casa. Succede che i marciapiedi siano spesso letteralmente costellati di deiezioni canine. Non certo per colpa dei cani, ma dei cinofili che non rispettano le norme: prima attendono pazientemente che il cane si liberi e poi, alla chetichella, fanno gli indifferenti tirando dritto.

Insomma, qualcuno si è rotto le scatole e ha cominciato ad affiggere avvisi in proposito. Quello in pagina recita: “Si prega da qui a tutto il marciapiede fino all’edicola chiusa di raccogliere gli escrementi dei cani per non pagare multe salate dai vigili in borghese”.

La forma può risultare un po’ rustica, ma la sostanza è chiarissima.

L’avviso è affisso al palo della luce che sta vicino alla campana del vetro in fondo al discesone di via Torelli. L’edicola cui si fa cenno è quella all’intersezione fra via Torelli e via delle Sorgenti, gestita da Enrica Cenerini (rimpianta da tutti noi clienti) fino alla recente chiusura.

È un fatto che questo tratto di 300 metri sia particolarmente ripugnante per la cospicua presenza di feci canine.

L’Inviato Cittadino non è sicuro che esista del personale della Municipale addetto alla verifica di questo stato di cose. Né mi risulta che questi vigili controllino girando in borghese. Se così fosse, ci sarebbe di che esprimere persuaso consenso. Anzi: invito il Comune di Perugia a provvedere in tal senso.

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In mancanza del rispetto delle regole di civiltà e di buona educazione, una severa sanzione potrebbe essere una potente arma di dissuasione. Poi, tra i cinofili negligenti passa voce. E chissà che non si riesca a tenere puliti questi spazi comuni di pregio che sono i marciapiedi.

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