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Magione, via ai lavori per eliminare il vecchio serbatoio idrico nella torre di San Savino

L'assessore Ruggeri: "Si tratta di un intervento importante e a lungo atteso"

Via ai lavori. Approvato il progetto definitivo per la sistemazione del vecchio acquedotto di San Savino, Magione, collocato all’interno della storica torre triangolare risalente al XII secolo e, attualmente, suddivisa in tre livelli. Tra il secondo e il terzo livello si trova il serbatoio che funzionava da raccolta dell’acqua non più utilizzato, da qui la decisione di eliminarlo.
La cisterna, oltre a non essere più funzionale per l’erogazione di acqua potabile, costituiva un elemento avulso dalla storia del reperto storico che identifica il piccolo borgo lacustre per la sua particolarità costruttiva.

I lavori, per un importo complessivo di circa 50mila euro, riguardano la totale demolizione della cisterna-serbatoio non più in uso e dei tre solai in acciaio e tavelloni che ne sostengono la struttura, che saranno accompagnati da interventi di consolidamento strutturale delle pareti murarie dove saranno realizzate, perimetralmente, tre cerchiature interne metalliche a livello dei solai originari. In questo modo si recupera integralmente il volume interno della torre triangolare, garantendone la piena percezione verticale eliminando quelle superfici totalmente avulse dall’impianto architettonico originario e che allo stato attuale ne compromettono inevitabilmente la visibilità.

 “Si tratta di un intervento importante e a lungo atteso – spiega Vanni Ruggeri, assessore all’urbanistica del Comune di Magione –, inserito all’interno della programmazione annuale della società di gestione Umbra Acque S.p.a., e che giunge al termine di un complesso iter autorizzativo in quanto afferente a un bene storico-architettonico in contesto urbanisticamente e paesaggisticamente vincolato. Grazie ad esso si restituisce la torre di San Savino alla propria purezza architettonica originaria, liberandola da un’opera funzionale al vecchio acquedotto pubblico (inaugurato nel 1954) che ne alterava in maniera significativa la leggibilità di piani e altimetrie interne”.

“Un progetto – aggiunge - che si inserisce nel quadro più ampio della valorizzazione della torre di San Savino quale attrattore storico-culturale di rilevanza non solo locale (peraltro già bene bandiera nell’elenco dei siti culturali beneficiari dell’Art Bonus comunale), inserito all’interno di specifici itinerari e percorsi di fruizione turistica, in sinergia con la vicina Oasi naturalistica La valle, ma soprattutto capace di catalizzare progettualità di più vasta portata in grado di immaginarne nuove modalità di fruizione e di visita”.

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