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INVIATO CITTADINO Perugia, la Madonna Benois di Leonardo è arrivata alla Galleria

Il sogno dell’assessore alla Cultura Leonardo Varasano: poter vedere a Perugia la Madonna Conestabile

La leonardesca Madonna Benois e l’Adorazione dei Magi di Pietro Perugino che si fronteggiano: un incontro, non uno scontro, fra due geni precoci, lattati alla bottega del Verrocchio e da lui educati a una invidiabile libertà.

“Un rapporto, quello fra i due giovani talentuosi – dice il direttore Marco Pierini – anche umanamente felice, sebbene concorrenziale”.

Senza contare, probabilmente, che i due dovettero anche condividere inclinazioni affini, come sottolinea Giovanni Santi, padre di Raffaello, nella “Cronaca rimata” del 1480 (“Due giovin par d’etade e par d’amori”).

Ma il vero evento è il soggiorno (della durata di un mese) nella Vetusta di quella Madonna piccola e straordinaria, impreziosita ed esaltata da una cornice architettonica ottocentesca, pensata e realizzata per celebrarne la limpida purezza, in un’aura di sogno. Ed è proprio il sogno il sentimento dominante della mostra. Lode all’installazione del grande Paolo Ballerani che risulta incredibilmente sintonica con lo spirito dell’opera.

Le vicende che punteggiano il percorso di quella tela (già tavola) costituiscono materia di un’odissea indicibile, degna di essere letta in catalogo: un cartonato, cucito a filo di refe, di 63 pagine più una ricca gallery fotografica ad alta qualità, edito da Skira. Parlano del tema, con ricchezza di argomenti, Tatiana Kustodieva (“La Madonna Benois di Leonardo da Vinci: provenienza e acquisizione”, p. 11) e Elena Kostioukovitch (“Una Madonna in cerca di casa e famiglia”, p. 38).

“I have a dream”, esordisce l’assessore alla Cultura Leonardo Varasano: quello di poter vedere a Perugia la Madonna Conestabile. Perché no? Sarebbero tante – e meravigliose – le opere degne di tornare a casa, almeno per una breve “vacanza”. Marco Pierini assicura di assumere come compito quello di dare gambe a questo sogno, visti gli eccellenti rapporti di scambio e d’amicizia instaurati con l’Hermitage di San Pietroburgo. Il prestito della cimasa di Piero ha ben fruttato.

Questa splendida mostra – dice l’omonimo del genio da Vinci – impreziosisce l’appeal culturale della città”. “Ci ho letto – aggiunge – l’entusiasmo giovanile e la tenerezza di Leonardo”.

Conclude con un “Lasciatemi sognare!”. Sogno come ‘infinita ombra del vero?’. Perugia lo spera. E la speranza è, notoriamente, la seconda delle virtù.

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