Martedì, 16 Luglio 2024
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"Ciao Franci, socio fondatore del centro destra e vicino di banco in consiglio comunale", il cordoglio del sindaco Romizi per la morte di Francesco Calabrese

Il primo cittadino ricorda l'impegno politico e le qualità personali dell'avvocato ed ex assessore. Sua la firma politica sull'ultradigitale e sul San Francesco al Prato

“Ciao Franci, è impossibile salutarti. Certamente troppo difficile, inaccettabile per tutti noi, per chi ti ha voluto bene, per la Città di Perugia che hai servito, per il tuo amato quartiere di Case Bruciate, per la tua famiglia, per tua moglie Silvia, i tuoi figli Lorenzo e Giovanni, per Filippo e per tutti i tuoi cari. Troppo difficile anche per me. Ti ho conosciuto nel 2004 quando entrai per la prima volta in Consiglio Comunale. Io neoeletto a 25 anni, te carismatico ‘socio fondatore’ del centrodestra perugino e umbro”.

Inizia così il messaggio che Andrea Romizi, sindaco di Perugia, ha voluto dedicare a Francesco Calabrese a poche ore dalla sua morte. “Abbiamo instaurato un legame sincero e profondo, come tu hai scritto ‘ci intendevamo al volo, con tante di quelle affinità, che sapevamo di poter contare reciprocamente l’uno sull’altro’. Siamo stati ‘vicini di banco’ per l’intera consiliatura. Mi hai insegnato tanto. Mi hai insegnato a scrivere una mozione. Come presentare un ordine del giorno. Mi hai fatto ben comprendere che anche in politica - soprattutto in politica - si deve essere preparati e studiare. Nel seguire il tuo esempio, ho presto appreso che non ci sono nemici da fronteggiare, ma idee e progetti da sostenere e per i quali è giusto lottare, sempre nel rispetto e nella considerazione, però, di chi coltiva un pensiero diverso”.

Dal lavoro sui banchi dell’opposizione al grande risultato del 2014. “Nel 2014 sei stato tra gli artefici della mia candidatura, perché tu per primo hai creduto in me. Carissimo Francesco, come amministratore, ma non solo in quella veste, ci hai saputo trasmettere ‘il senso della missione’: la consapevolezza di poter fare la differenza per i nostri cittadini, la responsabilità di lavorare con questa prospettiva, la necessità di anteporre questo sentimento a carriere personali o strategie di partito. Non eri perfetto, eri un gran testone ed era difficilissimo farti cambiare idea. Ma eri lungimirante. Sapevi guardare oltre. Sapevi vedere lontano. Eri di un’intelligenza acuta. Eri brillante. In molti direbbero un visionario. Ma tu eri anche un uomo concreto, pragmatico, che sapeva oscillare con maestria tra il sogno e la realtà. E poi eri un puro di cuore. Sei sempre stato il migliore di noi. Grazie Francesco. Grazie per il tuo amore per Perugia. Grazie per questo tempo insieme” conclude Romizi esprimendo a nome di tutta la giunta comunale, commozione e profondo dolore per la morte di Francesco Calabrese.

Stimato avvocato del foro perugino, profondamente attaccato alla sua città ha sempre partecipato attivamente alle sue vicende, a partire da quando era ragazzo, come rappresentante degli studenti del liceo classico Mariotti. Poi è stato consigliere della II circoscrizione (Porta San Pietro) e consigliere comunale per quindici anni. Dal 1995 al 2009, dai banchi dell’opposizione, si è conquistato la stima di tutti per la grande preparazione e onestà intellettuale con cui affrontava le più importanti questioni cittadine. Dal 2014 al 2019, nella prima giunta Romizi, rivestendo la carica di assessore delegato ai lavori pubblici, alle infrastrutture e alla Perugia Ultradigitale, si è distinto per la passione, l’impegno e il forte senso di responsabilità con cui ha portato avanti quella che sentiva come una vera e propria missione. Animato da una concezione alta della politica e della gestione della cosa pubblica, ha messo le sue competenze e il suo intuito brillante al servizio di progetti che hanno reso Perugia più moderna, all’altezza delle sfide del futuro e a volte anche un modello nazionale. Alla sua capacità di visione si devono passaggi importanti per la vita della città, come l’istituzione della commissione per la revisione della spesa pubblica, con cui è iniziato un fondamentale processo di messa in sicurezza del bilancio comunale, il rinnovo di tutta l’illuminazione pubblica del territorio e, tra i numerosi cantieri da lui seguiti, il recupero della chiesa di San Francesco al Prato.

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