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Lucio Manna con la moglie Carmen e l'amica Laura Tamagnini

Lucio Manna con la moglie Carmen e l'amica Laura Tamagnini

In ricordo di Luciano Manna, si lavora per una grande mostra in Regione

Si tratta di opere importanti, tele e disegni, che l’apprezzato dirigente e prolifico artista realizzò per mostre, eventi, spesso omaggiando amici ed estimatori. Ma mostrando una speciale generosità per l’ambiente di lavoro, in cui operò per molti anni con onestà, competenza e umanità

Ricordare Luciano Manna attraverso i tanti doni che intese fare alla Regione dell’Umbria. Si tratta di opere importanti, tele e disegni, che l’apprezzato dirigente e prolifico artista realizzò per mostre, eventi, spesso omaggiando amici ed estimatori. Ma mostrando una speciale generosità per l’ambiente di lavoro, in cui operò per molti anni con onestà, competenza e umanità, doti unanimemente riconosciute e apprezzate. Non solo dai colleghi, ma anche dai personaggi della politica che si sono avvicendati negli anni in ruoli di responsabilità.

L’idea degli amici, fra i quali ci onoriamo di essere annoverati, è quella di organizzare, proprio in Regione, una mostra che dia conto del genio artistico di Lucio. Iniziativa che muove da Laura Tamagnini, Maria Antonietta Taticchi e dal circolo di sodali che hanno frequentato Lucio con affettuosa assiduità.

Ieri mattina, dopo il question time, il Consiglio Regionale ha voluto ricordare la figura di Luciano Manna, attraverso la voce del presidente Marco Squarta, con accenni molto (troppo?) rapidi. “Telegrafici”, ha commentato il figlio di Luciano. Piuttosto che di commemorazione, si è trattato di una pura citazione. Peraltro in tema, visto che si è parlato di covid.

L’idea, condivisa anche dalla presidente, è quella di onorare Lucio, operando una puntuale ricognizione delle numerose opere donate e depositate in Regione, dotarle di una targhetta che ne declini titolo e autore. Insomma: redigerne un inventario esaustivo. Anche perché – sia detto senza infingimenti –  quei doni costituiscono un valore non solo affettivo, ma anche economico, e piuttosto rilevante, trattandosi di un artista accreditato da consensi generalizzati di pubblico e di critica.

A queste in Regione si aggiungerebbero le opere (e non sono poche) in possesso di amici.

Quindi si pensa di organizzare una grande mostra in palazzo Cesaroni, in uno spazio al pianterreno, prima della Sala Partecipazione, specialmente vocato a questo tipo di eventi (ospitò, qualche tempo fa, l’esposizione del fotografo Paolo Ficola che l’Inviato Cittadino ebbe modo e piacere di presentare).

Aspettando tempi migliori, tali da consentire una partecipazione che - è lecito prevedere - sarà ampia e motivata, si comincia fin d’ora a declinarne gli step.

In nome e memoria di una persona che ha saputo coniugare una rara sapienza d’artista coi tratti di impareggiabile gentiluomo.

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