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Lotta al Covid e il sostegno ai malati di cancro, la Croce Bianca in prima linea ma senza una sede adeguata. L'appello al Comune

Volti, storie, sguardi stanchi ma soddisfatti di chi, da dietro la visiera, ha vissuto in prima linea un anno difficile e complesso nella lotta alla pandemia.

Volti, storie, sguardi stanchi ma soddisfatti di chi, da dietro la visiera, ha vissuto in prima linea un anno difficile e complesso nella lotta alla pandemia. Sono i volontari della Croce Bianca di Perugia, anche loro al fronte per combattere la guerra contro il “nemico invisibile” supportando con il loro lavoro l’Azienda ospedaliera del capoluogo e l’Usl Umbria 1 nel servizio 118 e per il trasporto dei pazienti. Sanno cosa significa stare fianco a fianco di chi lotta contro il virus. Da quando l’emergenza ha stravolto le esistenze di tutti, i volontari della Croce Bianca hanno contribuito anche al trasporto dei positivi da una struttura all’altra fino alla gestione delle dimissioni. “Allo stesso tempo, abbiamo continuato a portare avanti anche la nostra attività di sostegno ai pazienti oncologici, dializzati e di presidio sanitario presso l'aeroporto dell’Umbria e l’Autodromo di Magione”, spiega il responsabile della sezione operativa, Michele Manucci.

Ma c’è un nodo sciogliere, trovare una struttura adeguata per ospitare l’associazione. Un luogo che permetta alla Croce Bianca di accogliere i propri mezzi in dotazione e che permetta di organizzare il loro lavoro. Al vaglio anche l’area in disuso dell’ex mattatoio a Ponte San Giovanni e già individuata dall’associazione. “Siamo in attesa di un segnale definitivo da parte di Palazzo dei Priori – spiega il presidente Claudio Consalvi - “E’ da tempo che abbiamo fatto richiesta all'amministrazione comunale di una sede adeguata per la nostra attività. Crediamo di meritare maggiore attenzione non solo per il lavoro che stiamo svolgendo, ma anche per quello che in questi anni abbiamo fatto in termini sociali e lavorativi”. Sono 40 i volontari, tra cui 11 giovani a cui la Croce Bianca ha garantito un futuro attraverso un contratto a tempo indeterminato. “Privarci degli attuali costi di gestione delle due sedi dove operiamo, per noi vorrebbe dire tanto e soprattutto ci consentirebbe di investire quel denaro sul continuo aggiornamento dei mezzi di soccorso, sulla loro manutenzione e su possibili nuovi collaboratori”. 

Tanti gli attestati di solidarietà alla Croce Bianca da parte della cittadinanza: basti pensare al gesto di un’azienda del territorio che ha donando l’intero importo per l’acquisto di un monitor defibrillatore, o la raccolta fondi avviata dal Circolo Arci di Balanzano per sostenere questo importante presidio Ora manca solo una “casa” adeguata.

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