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LETTI PER VOI L’uomo che sapeva ascoltare la voce delle pietre

Sisto Mastrodicasa, padre del consolidamento degli edifici

L’uomo che sapeva ascoltare la voce delle pietre. ‘Sisto Mastrodicasa. Scienza e arte nel dialogo con i muri’ di Stefano Vicarelli, [Morlacchi editore (collana Gli Umbri, diretta da Sandro Allegrini, volume 11), pp. 190, euro 20].

Stefano Vicarelli, funzionario giudiziario, storico, collezionista, prosegue la sua mission di persuaso narratore della realtà pontefelcinese (sue le cronache ponteggiane su fatti e personaggi come don Remo Palazzetti o Associazioni come la Banda musicale).

Stavolta Stefano si cimenta su un personaggio di levatura internazionale, in quanto unanimemente riconosciuto come padre del consolidamento degli edifici.

Il volume, realizzato col contributo del Centro Studi Sisto Mastrodicasa, ha in copertina una suggestiva immagine dell’ingegnere durante una lezione. In quarta il progetto architettonico del Mercato Coperto di Giuseppe Grossi di cui Mastrodicasa seguì la parte ingegneristica.

In appendice le testimonianze di due figure di indiscusso prestigio: Giuseppe Tosti che ebbe studio con lui in Palazzo Vajani di corso Vannucci, e di Massimo Mariani, presidente della Fondazione e che del Maestro è considerato degno erede.

In nove capitoli il volume racconta le opere e i giorni, partendo dalla situazione storico-economico-antropologica di Ponte Felcino, le vicende familiari, studi e prime esperienze, la nuova Perugia, il recupero dei monumenti del passato, il ruolo di Maestro e la Scuola Umbra di consolidamento e restauro.

Un capitolo di estremo interesse è, a mio avviso, il VI in cui si intercetta una scrupolosa rassegna dei maggiori interventi in Umbria e in Italia. Per me è fondamentale la sua opera a Perugia, anche perché mi ha permesso di scoprire cose che ignoravo (al di là dei notissimi Arco Etrusco, Palazzo della Provincia, Ponte sul Tevere, San Domenico e Campaccio), come in Palazzo Vicarelli o da Andrei.

Fra l’appendice documentale segnalo lo “studiolo” e, alla pagina 181, la poesia di Pier Paolo Vicarelli in lingua perugina “L’era de Sisto”. In cui si riferisce un aneddoto secondo il quale Mastrodicasa fu chiamato in tribunale per una perizia relativa al crollo di un ponte. Dato che nessuno voleva ammettere colpe o responsabilità (né il progettista, né l’impresa esecutrice), la soluzione: “tal giudice je disse n tono arguto / ‘Avrà sbagliato l ponte ch’è caduto!’”.

Scopro, dall’indice dei nomi, una cosa di cui mi ero proprio dimenticato. Stefano Vicarelli ricorda una iniziativa della Commissione Toponomastica del Comune di Perugia, nella persona del vicepresidente Carmine Camicia, di intitolazione al nome di Sisto Mastrodicasa della strada che conduce al complesso universitario di Ingegneria. Scrive Vicarelli: “…la proposta fu appoggiata con forza da Sandro Allegrini su organi di informazione locale” [leggi Perugia Today, ndr] e parla, in proposito, di “colpevole disattenzione della città verso un personaggio il cui nome e la cui fama hanno travalicato i confini nazionali”. E cita ad esempio la domanda di Mikhail Gorbaciov a Giuseppe Tosti: “È vero che lei è stato allievo di Sisto Mastrodicasa?”. Più di così non si può dire. Orgoglio perugino.

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