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RIPIANI. Torna sugli scaffali la prima graphic novel della letteratura italiana: "Poema a fumetti" di Dino Buzzati

La storia è una rivisitazione/attualizzazione della “fabula” di Orfeo ed Euridice

RIPIANI. Torna sugli scaffali la prima graphic novel della letteratura italiana. È “Poema a fumetti” di Dino Buzzati (Mondadori).

Un’opera originalissima in cui l’autore de “Il deserto dei tartari” è riuscito a coniugare grafica e narrativa. In 250 pagine c’è spazio per la narrazione illustrata e per il saggio di Lorenzo Viganò “La discesa nell’Aldilà: l’ultimo viaggio di Dino Buzzati” (l’attuale è del 2009, mentre il volume è uscito nel 1969).

L’opera, assolutamente rivoluzionaria per forma pop e contenuto “filosofico”, non trovò molta disponibilità nello stesso Vittorio Sereni, direttore letterario in Mondadori. Ma la tenacia di Buzzati e della moglie la spuntarono sulle resistenze circa i dubbi di carattere editoriale. All’uscita, il lavoro suscitò qualche spiazzante perplessità (nello stesso amico Indro Montanelli) legata alla modalità inusuale della sua struttura comunicativa, fortemente in anticipo sui tempi.

La storia è una rivisitazione/attualizzazione della “fabula” di Orfeo ed Euridice. Le tavole sono dense di citazioni relative al mondo della pittura, della grafica, della musica. Ci fu anche chi menò scandalo per le pitture pseudo pornografiche, alla Manara. Immagini in sintonia con le sexy eroine da Barbarella alla Valentina di Crepax, da Satanik a Selene. Ma anche echi di collaborazioni illustri, come quella con Fellini per la sceneggiatura del “Viaggio di G. Mastorna”, film mai realizzato.

La storia è un inno alla vita attraverso il ritratto della morte, considerata come “il fine”, non “la fine”, fino a penetrare in un mondo vuoto in cui si è perso il filo dell’esistenza, fatto di nascita e morte, legati dalla logica di un inscindibile destino.

Disse Buzzati (al mio indimenticabile amico Giulio Nascimbeni, colonna giornalistico-letteraria del “Corriere della Sera”): “I trapassati sentono la mancanza della morte che è il senso della vita e almeno ne vogliono sentir parlare. Per questo Orfeo cantò nell’Ade”.

Il mito di Orfeo ed Euridice racconta del cantore di Tracia che, ottenuta dagli dei la possibilità di scendere all’Ade per riportare sulla Terra l’amata, contravviene, risalendo, al divieto di voltarsi. E così la perde per sempre.

Buzzati trasporta la storia nel clima hippy degli anni Sessanta. Così Orfeo diventa Orfi, cantante di moda che si esibisce al Polypus, locale di tendenza, fra l’esaltazione dei giovani. Euridice diventa Eura. Il resto è attualizzato alla società contemporanea.

Il poema si dipana in quattro step dal titolo “Il segreto di via Saterna”, “Spiegazione dell’Aldilà”, “Le canzoni di Orfi”, “Eura ritrovata”. Sogno o realtà? Sta di fatto che Orfi si ritrova fra le mani l’anello di Eura. “Mentre, sul deserto del Kalahari, le turrite nubi dell’eternità passavano lentamente”.

Un consiglio a chi ama la lettura. Anche quella “divergente”. Correte a prendere “Poema a fumetti”. Non ve ne pentirete.

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