In principio fu Dolly, e poi successe un po’ di tutto

Un libro del giurista perugino Daniele Corvi fa luce sul tema della clonazione

In principio fu Dolly… poi successe un po’ di tutto. Un libro del giurista perugino Daniele Corvi fa luce sul tema della clonazione.

S’intitola “La clonazione. Profili giuridici”, è edito da Giuffrè Francis Lefebvre, nella prestigiosa collana (“Temi di diritto privato e di diritto pubblico”) diretta da Guido Alpa, allievo di Stefano Rodotà e mentore del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tanto da dividere col premier uno studio legale di due piani in pieno centro di Roma.

Corvi, per parte sua, è un giovane perugino assai talentuoso, inventore del Love Film Festival, specializzato in copyright, in materia di norme contrattuali del mondo dello spettacolo e tanto altro, allievo dell’insigne giurista, professor Antonio Palazzo.

Ciò premesso, veniamo al volume che unisce rigore scientifico e divulgazione, in un mix ad alta leggibilità, malgrado la “sordità” della materia, come avrebbe detto Padre Dante. Ostica, certamente, ma di elevato interesse e strettissima attualità.

Se, dunque, Dolly fu il discutibile risultato di quasi 300 intenti falliti (embrioni difettosi o mostruosi), col risultato deludente di una precoce senescenza, non altrettanto può dirsi degli esperimenti cinesi, ben oltre il limite dell’umano e dell’etica. Ma riusciti, anche in ragione di un sistema che chiude entrambi gli occhi, per finalità di primazia e di economia.

Nel 2018 – ricorda Corvi – lo scienziato cinese He Jiankui annunciò la nascita delle bambine Lulu e Nana, parto gemellare modificato con la tecnica CRISPR (con Dna ritoccato), le quali potrebbero essere addirittura dotate di facoltà cognitive superiori. Poi due scimmiette clonate, sempre nel 2018, e – addirittura – ibridi umanoidi subito soppressi (mostri, insomma!). Daniele, esperto di cinema, potrebbe dichiarare che Frankenstein è divenuto realtà.

In Cina vige il commercio di cani clonati (costo 50 mila euro) e gatti: il primo felino frutto di manipolazione fu venduto a ben 32 mila. E pare ci sia la fila di cinofili e gattofili. Insomma, la Società Sinogene esegue regolarmente clonazione commerciale. Un business che si ritiene in forte espansione. Prima o poi, qualche riccone si farà clonare, ammesso che il sacrilegio non sia già avvenuto.

In Occidente – spiega Daniele Corvi – la clonazione umana non è ammessa, con eccezione del Regno Unito, relativamente a studi con finalità terapeutica, in specie dell’Alzheimer. Insomma: nel Vecchio Continente, il rispetto della dignità umana impedisce di manipolare geni per scopi sperimentali, e tato meno commerciali.

In Italia è vietata qualsiasi manipolazione degli embrioni e sperimentazione sugli stessi, come stabilito dall’art. 13 della legge 40/2004 e dalla dottrina.

Lo scopo del libro, oltre ad informare sulle legislazioni vigenti nel mondo, è quello di “ragionare sulle possibili conseguenze giuridiche di una legalizzazione sulla clonazione, sia essa umana e soprattutto terapeutica”.

Quale la concezione del figlio naturale e del clone, quali i diritti, quali gli aspetti della genitorialità biologica e affettiva? È auspicabile la diffusione della tecnica Ivont (In vitro ovum nuclear transfert) a scopi terapeutici?

Non è senza rilievo – aggiunge Corvi – la circostanza della pandemica diffusione del Covid. Questione che propone scenari imprevedibili e soluzioni urgenti. Mi chiedo se non sia dunque il caso che il legislatore impari a discernere tra abominio e progresso scientifico. Che si operi per un work in progress? Nel rispetto… o a dispetto della bioetica?

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Una bibliografia di quasi dieci pagine dà conto dell’enorme mole di lavoro che Daniele Corvi si è sobbarcato. Una pubblicazione per tutti? Certamente. Ma anche – questo almeno pare all’Inviato Cittadino – un sicuro viatico per una carriera universitaria che dovrebbe squadernarsi davanti a questo giovane studioso di sicuro talento.

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