Leucemia, neanche il coronavirus ferma la ricerca della dottoressa Roberta Ranieri

La storia della ricercatrice dell'Università degli Studi di Perugia raccontata in occasione del World Science Day

Il Covid-19, un lockdown e due quarantene non hanno fermato la dottoressa Roberta Ranieri e la sua ricerca. A raccontare la storia della dottoranda dell'Università degli Studi di Perugia, nel World Science Day, è European Molecular Biology Laboratory. Una storia, scrive l'Ateneo di Perugia, "di grande determinazione e di coraggio nelle avversità". 

Roberta Ranieri, racconta l'Unipg, "si è trovata a vivere, infatti, una prima esperienza traumatica non appena arrivata all'European Molecular Biology Laboratory (Embl) di Heidelberg (in Germania), lo scorso marzo: la sua attività di ricerca e il suo progetto sono stati bruscamente interrotti dal lockdown in Europa per l'emergenza COVID19 e lei costretta a due periodi di quarantena consecutivi,  il primo appunto in Germania e il secondo al suo rientro in Italia".  

Ma lei non ha mollato. "Nonostante questo - prosegue l'Ateneo, la dottoressa Ranieri è tornata all'Embl a settembre per completare il suo lavoro finanziato dal progetto europeo Horizon 2020-CORBEL pur cosciente della possibilità della reintroduzione in qualsiasi momento di nuove restrizioni di spostamento". 

Horizon 2020-CORBEL, prosegue l'Unipg, "consentendo l’accesso a e la collaborazione con due infrastrutture di Ricerca Europee in Germania, EU-OPENSCREEN (Berlino) ed Euro-BioImaging (EMBL), ha finanziato un progetto, coordinato dalla professoressa Maria Paola Martelli, finalizzato all'identificazione, tra migliaia di composti, di piccole molecole che mirano a colpire specificamente un particolare tipo di leucemia mieloide acuta con mutazione nel gene NPM1, scoperta nel 2005 dal gruppo del professor Brunangelo Falini (Ematologia, Università degli Studi di Perugia)". 

La pandemia, spiega l'Università degli Studi di Perugia, "ha reso più difficile per i ricercatori viaggiare da un paese all'altro, rallentando la cooperazione internazionale, ha costretto i laboratori di tutto il mondo ad adottare rigorose misure di sicurezza e igiene e ha persino avuto un impatto sul focus di alcuni progetti di ricerca. Condurre ricerche interdisciplinari in collaborazioni internazionali nell'era Covid-19 ha bisogno di ricercatori appassionati, intraprendenti e inarrestabili, come la dottoressa Roberta Ranieri".  

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