Domenica, 14 Luglio 2024
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"Mi avete salvato dal tumore alla spina dorsale. Io non mi sono sentito mai solo"

La lettera aperta di ringraziamento che Giuseppe Ruberti, coordinatore Telethon della Provincia di Perugia, ha scritto al reparto di Ematologia dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di ringraziamento che Giuseppe Ruberti, coordinatore Telethon della Provincia di Perugia, ha scritto al reparto di Ematologia dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. 

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All’inizio erano solo comuni dolori alla gamba sinistra, a cui avevo dato poca importanza, collegandoli al sollevamento di un peso che avevo fatto poco tempo prima. Poi, però, quei dolori mi impedivano sempre più spesso movimenti semplici come salire le scale. A causa loro non riuscivo più dormire. Sottoposto a una visita specialistica all’Ospedale “Santa Maria della Misericordia di Perugia”, dopo vari esami, ricevo una diagnosi inaspettata, un fulmine a ciel sereno come sempre accade in questi casi: Linfoma diffuso a grandi cellule B, non Germinal Center (secondo algoritmo di Hans) sc IV A. 

Siamo a novembre 2021 e comincia da lì un calvario lungo sette mesi, fatto di cure pesanti per chiunque, ma un pò di più per il fisico di un quasi ottantenne, tra cui sei chemio e due ricoveri di dieci giorni ognuno.

A giugno 2022, finalmente la luce è tornata nella mia vita.

Di questo devo -e voglio- ringraziare tutto lo staff medico, infermieristico e assistenziale del reparto di Ematologia dell'ospedale perugino, che -lo posso testimoniare- è davvero un'eccellenza della Sanità regionale, non per caso nota in tutto il mondo.

Non mi hanno solo curato nel migliore dei modi, salvandomi dal tumore che aveva aggredito la mia spina dorsale e ridandomi l'opportunità di una vita piena e autonoma, ma -mi preme evidenziarlo- hanno fatto si che io non perdessi mai la speranza, mi hanno infuso fiducia e forza. Mi hanno permesso di affrontare la malattia con il sorriso, nonostante tutto. 

Ad accompagnare la professionalità indiscussa di tutto il personale, infatti, sono stati ogni giorno cortesia, premura, cordialità, attenzione anche nei confronti dei miei familiari, soprattutto di mia moglie, che a causa della pandemia non poteva starmi vicino come avrebbe voluto e come le mie condizioni psicologiche, oltre che fisiche, avrebbero richiesto.

Io non mi sono mai sentito solo. 

Nel mio piccolo, da anni mi impegno per una Sanità più accessibile, all'avanguardia, che si prenda cura di tutti, e so bene quanto non sia così facile ottenerla. Ancor più ciò mi spinge a voler testimoniare la profonda gratitudine mia e della mia famiglia ai medici, agli infermieri, al personale OSS del reparto diretto dalla Dott.ssa Cristina Mecucci, esempio concreto di come un luogo di cura, a cui si associano dolore, tristezza e, talvolta, frustrazione, possa diventare luogo di speranza, fiducia e serenità, se a una grande Professionalità si associa una altrettanto grande Umanità.

Il mio grazie, dunque, alla stessa Dott.ssa Mecucci, al dott. Leonardo Flenghi, alla dott.ssa Elisabetta Bonifacio, al Dott. Stelvio Ballanti, alla caposala Annalisa Billera e a tutto il personale.

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