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Leggende e storie perugine: quel serpente - drago di Lacugnana… tanto cercato e che nessuno ha mai visto

L’amico Marco Nicoletti, scrittore e demologo, ci riporta alla mente una leggenda metropolitana che circolò negli anni Sessanta

Quel serpente, o drago, di Lacugnana… tanto cercato e che nessuno ha mai visto. L’amico Marco Nicoletti, scrittore e demologo, ci riporta alla mente una leggenda metropolitana che circolò negli anni Sessanta. A Lacugnana, era da poco stata costruita la piscina che attirava utenti e curiosi, specie tra i giovani. La sera, erano parecchie le “spedizioni” che le coppiette di fresca motorizzazione – e conseguente, esaltante autonomia – compivano in quel boschetto, eclissandosi fra le frasche.

Una battuta accattivante era: “Ci ho i ribaltabili!”, in riferimento alla possibilità di strategiche ‘evoluzioni’ all’interno dell’abitacolo di una semplice ed economica Cinquecento. Ci fu chi, per evitare presenze e curiosità indesiderate, s’inventò la storia del “serpente di Lacugnana”. Si trattava, in tutta evidenza, di una bufala per tener lontani gli impiccioni… o i guardoni.

Sta di fatto – come ricorda Nicoletti – che “le domeniche salivano al colle gruppi di volontari, armati di fucili, intenzionati a stanare la creatura diabolica!”. Si sarebbe trattato di un drago malefico sulla cui pericolosa aggressività alcuni erano pronti a giurare.

Naturalmente, il mostro non venne mai trovato. Se ne inventarono di tutti i colori. Ricorda Marco: “Si disse poi che la storia era stata messa in giro da una coppia di amanti (lui pare fosse un religioso) che solitamente si appartavano in loco e volevano evitare di essere colti sul fatto”.

Ci fu anche chi sostenne che i nuovi residenti (la zona iniziava ad essere urbanizzata) non volessero gente tra i piedi. Altri sostennero che quel luogo fosse anche utilizzato per incontri clandestini da una comunità di omosessuali. Insomma: l’amore e il sesso, in tempi di liberazione dai tabù, veniva comunque tirato in ballo. Sarà stato anche per l’analogia con quel serpente biblico, astuto tentatore, che invitò i nostri progenitori ad assaggiare la mela. Frutto che poi ricorre nel celebre logo della Apple.

C’è chi – ridendo di quelle storie – affermò: “Il serpente fu catturato e cacciato nel rettilario di Città della Domenica”. Ma anche questa è una bufala.

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