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Vernice contro manifesti anti-aborto. Il Popolo della Famiglia rilancia: "Natalità zero, aprire discussione su 194"

Il Popolo delle Famiglie dell'Umbria ha denunciato un nuovo caso di imbrattamento sui manifesti anti-aborto dell'associazione pro-vita che a Peugia come a Roma hanno sollevato forti polemiche e richieste ufficiali al Comune per oscurarli. Su sei manifesti 6 per 3, è il terzo che subisce un trattamente particolare. L'ultimo caso in via Fonti Coperte.  

"L'imbrattamento dei manifesti con della vernice, avvenuto in queste ore, non cede nemmeno lo spazio di una tregua rispettosa sul confronto dei principi non negoziabili. Salgono le proteste da parte dei consiglieri comunali di opposizione e quelle del potente sindacato CGIL, che entrambi chiedono di togliere i manifesti dalle strade".

L'obiettivo dei fautori del manifeso anti-aborto è quello chiaramente di rimettere in discussione - loro auspicano addirittura la cancellazione - della legge dello Stato 194, un caposaldo dei diritti civili del Paese. "E' un'occasione per rilanciare la discussione sulla legge 194 che per 40 anni ha consentito la pratica abortiva senza che si potessero innescare degli ausili alternativi alla mentalità di chiudersi alla vita. A fronte del problema della denatalità regionale in crescita anno dopo anno, non si può continuare a fare finta di niente".

Un pensiero considerato, dalle associazioni femministe, dal sindacato e dalla sinistra, inaccettabile perchè va sia contro una legge dello stato che contro la dignità e salute di tutte le donne. Da qui la richiesta reiterata anche in queste ore di oscurare tutti i manifesti in questione come fatto a Roma.

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