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In via del Gioco c’è poco da scherzare. Una grossa quercia rovina al suolo e inibisce il passaggio

Poi il Comune la rimuove, ma blocca tutto. Vive proteste

In via del Gioco c’è poco da scherzare. Una grossa quercia rovina al suolo e ostacola il passaggio.

“Tale situazione si protrae per venti giorni con quei resti arborei impattanti – dice un residente – Poi, a un certo punto, l’Ente non si limita a rimuovere l’ingombro, ma transenna”.

“Insomma, il Comune piazza finalmente un segnale che avvisa dell’interruzione, qualche centinaio di metri in anticipo”, conclude.

Non è molto, ma è già qualcosa. Infatti, in precedenza, l’inconveniente provocava irritazione e sconforto in coloro che salivano da sotto e si trovavano l’interruzione non segnalata.

Adesso però si leva unanime la protesta e la sollecitazione a riaprire.

Ma vediamo perché non si riapre.

La parte pubblica osserva che altre piante sono ammalorate e nella stessa condizione di quella caduta, il che giustificherebbe l’abbattimento per la soluzione del problema.

Si decide dunque che altre querce vadano abbattute.

Ma la cosa non va liscia. Infatti si rinnova l’insanabile diatriba.

Da una parte l’autorità che vuole mettere in sicurezza spianando.

Dall’altra, i difensori del verde che contestano la diagnosi di patologia, asserendo che quelle piante sono sanissime e vanno pertanto conservate.

Ma intanto non si passa.

Invero, sussiste anche qualche mugugno relativo ad una concessione a costruire, rilasciata in luogo viciniore. I cittadini di via del Gioco sostengono trattarsi di una decisione quanto mai inopportuna, in una zona precedentemente tutelata.

Ma c’è poco da fare. Sono iniziati i lavori di movimento terra e non c’è da pensare che la ditta in azione agisca senza essere opportunamente tutelata da licenze e autorizzazioni regolarmente concesse.

Per la costruzione, tutto regolare. L’Inviato Cittadino è andato a controllare: la tabella riporta il permesso a costruire numero 206 del 13/11/2020. Dunque, tutto a posto, circa la regolarità delle operazioni. Insomma: “nulla quaestio”, come recita il brocardo medievale.

Ma intanto l’interruzione costringe a fare il giro dell’orto e, al momento, pare non si trovi una soluzione che salvi capra e cavoli.

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