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Chiuse le scalette fra via Lorenzini e via Vecchi, quando il provvisorio diventa definitivo

Due anni fa la segnalazione del problema, ora il disagio si fa più pesante

Chiusura delle scalette fra via Lorenzini e via Annibale Vecchi. Quando il provvisorio diventa definitivo. E il disagio si fa più pesante.

Era il 29 dicembre di due anni fa, quando – su sollecitazione di alcuni abitati dell’Elce – parlammo di questo problema. Ma nulla è cambiato.

Riassumiamo la questione. Dopo oltre mezzo secolo di onorato servizio, quelle scalette di collegamento si scoprono fuori legge e vengono inflessibilmente sbarrate da una rete metallica. Una nella parte superiore e una a metà partendo dal basso.

Tutto bloccato. Eccezion fatta per l’accesso a una decina e oltre di studi medici, situati sopra la farmacia Caldari-Romozzi, altrimenti non raggiungibili.

Quale la ragione del blocco?

Si dice che quegli scalini non sono dotati di strisce antiscivolo, che non sarebbero del tutto a norma, che l’illuminazione sarebbe insufficiente… e così via.

Da qui la necessità di mettere tutto in regola, garantendo la sicurezza.

Una delle questioni di fondo è quella della competenza. C’è chi dice che quelle scalette appartengano al condominio il quale, di conseguenza, dovrebbe caricarsi gli oneri relativi alla messa a norma. Il Comune, insomma, non le avrebbe acquisite. E si chiama fuori.

“Ma lo strano è che quelle scalette sono state utilizzate per oltre mezzo secolo, senza che nessuno avesse da ridire sul fatto che non andassero bene”, osserva un residente di prossimità.

Quando fu realizzato il palazzone – in cui si trova la Coop, la farmacia, una banca (adesso chiusa), un negozio (emporio cinese), più un elevato numero di famiglie residenti – la concessione edilizia prevedeva la realizzazione di quelle comode scalette a carico dell’impresa. E così fu fatto.

Ma il Comune ha preso in carico? Sembra proprio di no, altrimenti sarebbe obbligato a intervenire. Ordinariamente, dopo un decennio, un’infrastruttura di uso pubblico viene acquisita dal Comune che ne cura la manutenzione.

E adesso? Sta di fatto che via Lorenzini e via Annibale Vecchi, non più collegate, sono due isole. I pazienti non possono accedere da sopra agli studi medici né alla farmacia, Così devono fare un giro scomodissimo: arrivare in via Coriolano Monti e discendere per via Lorenzini, uscire all’intersezione con via Vecchi (vicino al negozio Acqua&Sapone) e venire giù alla farmacia Caldari-Romozzi e alla Coop.

Un cartello, ormai storico, avvisa “Divieto di passaggio per motivi di scurezza. Realizzazione di lavori di manutenzione”.

“Ma di quali lavori parliamo?”, osserva una signora di una certa età che sconta, più di altri, l’inconveniente. E ci invita a guardare l’erba cresciuta in abbondanza su quegli scalini. Oltre alla vegetazione che pende da un fazzoletto di terra adiacente (foto).

Dunque: lavori fantasma, decisioni inefficaci, soluzioni inesistenti. Si minacciano ricorsi, denunce, carte bollate. Ma, per ora, vige l’aureo brocardo “Quieta non mov?re”. Sarà un bene?

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