Gli esordi di Laura Chiatti: da 'Bravissima' a 15 anni al film "Un’Avventura"

C’era una volta una ragazzina quindicenne che venne a “Bravissima” a fare un provino da cantante, Alfiero Toppetti racconta gli esordi di Laura Chiatti

C’era una volta una ragazzina quindicenne che venne a “Bravissima” a fare un provino da cantante. Laura Chiatti, oggi sugli schermi con “Un’Avventura” (insieme a Michele Riondino), sbanca al box office e rilancia il musical all’italiana.

È da chiarire che non si tratta di un semplice “musicarello”, alla maniera di Albano, Little Tony, Morandi e altri. Quando si prendeva spunto da una canzone di successo per imbastirci una storia banale. Stavolta siamo in presenza di un film “vero”, con dentro tante canzoni di Mogol-Battisti, spesso riarrangiate e reinterpretate dalla coppia Chiatti-Riondino, attori in grado di proporsi in modo professionale anche veleggiando sulle righe del pentagramma.

Ricorda Alfiero Toppetti, artista assisiate, beniamino televisivo caro alla Carrà e attore avatiano.

“Aveva appena 15 anni, quando Laura partecipò al primo talent, ‘Bravissima’, ideato da Valerio Merola e da me condotto”.

Cosa le è rimasto in mente di quell’esordio?

“La ricordo – dice Alfiero – piccola, ma disinvolta, tutta protesa verso la carriera di cantante. L’accompagnava la mamma, tenera e premurosa”.

Come era strutturata quella trasmissione?

“‘Bravissima’ era articolata in cinque sezioni: cantanti, indossatrici, show woman, teatro e mimo. Laura si presentò come cantante”.

Come fu accolta e valutata?

“Valerio era un autentico talent scout: ha scoperto e lanciato decine di personaggi, prima che le rivalità e le invidie gli attirassero calunnie legate al suo comportamento privato. Posso assicurare che era un vero signore e che erano le donne a corrergli dietro. Non aveva certo bisogno di forzature o ricatti. E con Laura, come con tutte, fu correttissimo”.

Come andò il concorso per Laura?

“Merola disse che nel canto se la cavava bene, ma la incoraggiò a studiare e prepararsi adeguatamente per educare e sfruttare al meglio la sua naturale vocazione. Le suggerì anche di dedicarsi alla carriera di indossatrice: aveva un bel fisico, era carina e sorridente. Insomma, adatta per quel lavoro”.

Aveste poi modo di rivedervi in àmbito artistico con Laura?

“Ci rivedemmo in occasione della presentazione del cast, con Pupi Avati, per “Gli amici del bar Margherita” in cui Laura fece una particina”.

Quali furono i rapporti?

“Laura disse: ‘Certo che ci conosciamo, da tempo’. E Pupi osservò: ‘Già, siete tutti e due di Perugia!’. E così ci salutammo con affetto”.

Oggi l’attrice, nata a Castiglione del Lago e residente a Villa di Magione, ha finalmente raggiunto un ulteriore obiettivo: quello di poter interpretare un film di successo, dando sfogo alla sua passionaccia per il canto. L’Inviato Cittadino (da ex rockettaro) assicura che Laura ha una bella voce, un po’ nasale, ma certamente intonatissima e con sfumature interpretative di grande appeal.

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