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Lapidi e targhe odonomastiche sotto i ferri: il Comune di Perugia ne dispone la pulizia

Interventi di manutenzione disposti dall'amministrazione: il primo step riguarda una quarantina di manufatti

Lapidi e targhe odonomastiche sotto i ferri. Il Comune ne dispone la pulizia. Un ben regalo di Natale  alla città. Da anni l’Inviato Cittadino sollecitava l’operazione, che non comporta peraltro costi gravosi. Ha risposto all’appello Leonardo Varasano, storico di vaglia e giovane dotato di orgogliosa peruginità. Ieri abbiamo visto al lavoro un personaggio che definire pittore edile sarebbe riduttivo.

Infatti Riccardo Sellari è molto di più di un imbianchino, avendo dalla sua una professionalità e un senso di robusta appartenenza che ne fanno un vero innamorato della Vetusta. Oltre che un esperto di vaglia. Tanto che ne evidenziammo la generosa disponibilità a svolgere anche qualche lavoretto gratuitamente o sottocosto. Bene hanno fatto, dunque, ad affidargli questa auspicata e indispensabile pulizia. Che si dipanerà in tre step. Il primo, quello in atto, riguarda una quarantina di manufatti. Ho visto Riccardo all’opera in piazza Cavallotti e in via Innamorati, zona Elce. “Gli dava sotto”, come si dice, secondo il suo costume di forte lavoratore. Lo affianca Elisa Becchetti, giovane e competente restauratrice. 

Ma, attenzione, non chiamiamolo restauro. Lo si deve correttamente definire manutenzione straordinaria. Anche se siamo dell’avviso che la faccenda dovrebbe diventare ordinaria. Senza aspettare che il degrado faccia danni troppo rilevanti. Ci ascolteranno? Circa quella in corso, è giusto correttamente rilevare che trattasi di una pulizia superficiale, non comportando abrasioni decise e risarcimenti. Peraltro le lapidi e le sculture in esse comprese non presentano ordinariamente carenze, ma annerimento da smog e muffe.

L’eccezione più rilevante è costituita da quella bilingue sul muro di via degli Scortici sulla quale occorrerà agire con maggiore cautela. Per tutte le altre, la prima fase consiste nella pulitura leggera. A forza di spugnature e impacchi, nei casi più ostinati. Seguirà poi il colore che verrà dato a seconda della configurazione originale. Rubricando le scritte realizzate in rosso. Quanto al nero, si tratterà di una tinta grigio fumo, non aggressiva. L’ultima fase consiste nella stesura di una patina protettiva che dovrebbe salvaguardare il lavoro. A far capo dal nuovo anno, decollerà il secondo step. E poi il terzo per completare l’acropoli.

Piccola anticipazione. A dire il vero, avremmo in testa, Riccardo e il sottoscritto, una piccola iniziativa di divulgazione che, per ora, custodiamo in tasca. Per amore della città, a titolo volontario e gratuito, secondo il nostro stile, s’intende. Se son rose…
 

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