Restaurata e resa leggibile la lapide al filosofo Giordano Bruno, presente per la prima volta (in veste privata) anche il sindaco Andrea Romizi

Piazza Giordano Bruno. Come ogni anno, il 17 di febbraio, si ripropone l’omaggio della corona appesa alla lapide, cerimonia che vanta oltre un secolo di vita

Piazza Giordano Bruno. Come ogni anno, il 17 di febbraio, si ripropone l’omaggio della corona appesa alla lapide, cerimonia che vanta oltre un secolo di vita. Ieri le corone erano due: una dei soliti “liberi pensatori”, la seconda della Massoneria.

Ma quest’anno la novità di rilievo è costituita dal restauro di quella pietra che stava diventando sempre meno leggibile. L’iniziativa è dovuta ad alcuni volenterosi cittadini, “liberi pensatori” (Associazione del Libero Pensiero) che annualmente si fanno carico di apporre la classica corona commemorativa sotto quella pietra. E anche con la partecipazione della Società Generale di Mutuo Soccorso di Primo Tenca, del Circolo culturale “I Forti”, dei Circoli Culturali “Francesco Guardabassi” e “Bruno Bellucci”, col finanziamento del Collegio dei Maestri Venerabili dell’Umbria.

Com’è noto, il filosofo nolano (il 17 febbraio del 1600), sotto il pontificato di papa Clemente VIII, fu messo al rogo insieme ai suoi libri. E Perugia ricorda la violenza dei domenicani che vollero punire con durezza Giordano Bruno, anche perché apparteneva proprio a quello stesso ordine religioso. Non è un caso che il tutto avvenga nella piazza davanti alla chiesa di San Domenico, nei pressi del palazzetto dell’Inquisizione.

La cerimonia perugina iniziò il 9 febbraio del 1900. In quell’occasione, da piazza Biordo Michelotti si snodò una colonna di patrioti (repubblicani, socialisti, massoni) che celebrarono congiuntamente la proclamazione della Repubblica Romana del 1849 e il 300.mo anniversario dell’uccisione del laico pensatore. I perugini, nell’occasione, ricordano Brenno Tilli, tipolitografo perugino, soprannominato il “signor NO”, e ne fanno girare uno storico manifesto.

Ora, la lettura di quella lapide ripulita rende ancora più tangibile la dedizione dei perugini a quella vittima dell’intolleranza. Alla cerimonia hanno preso la parola Mario Valentini, ex sindaco di Perugia, Luca Nicola Castiglione, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili dell’Umbria e il professor Gianfranco Bottaccioli, da sempre anima e motore dell’evento commemorativo. Alla manifestazione hanno sempre partecipato i sindaci, da Renato Locchi a Giorgio Casoli, da Mario Valentini a Mario Caraffini. Per la prima volta era presente, in veste privata (senza fascia), anche il sindaco Andrea Romizi.

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