Lago di Pilato: una recinzione per proteggere il chirocefalo dai turisti

Il direttore Parco Nazionale dei Monti Sibillini: "Situazione ambientale fragile, la sopravvivenza del piccolo crostaceo dipende anche dal nostro comportamento"

I tecnici del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in collaborazione con i carabinieri Forestali e l’Associazione delle Guide del Parco, sono arrivati fino al Lago di Pilato per costuire una 'recinzione' per tenere lontani i turisti con paletti e filo normalmente utilizzati dai pastori per realizzare gli stazzi delle greggi.

Questa misura, disposta dal direttore del Parco Carlo Bifulco, "si è resa necessaria  - spiega una nota del Parco dei Monti Sibillini - per la tutela del chirocefalo del Marchesoni, il piccolo crostaceo che in tutto il mondo vive solo nel lago di Pilato. Si tratta di un animaletto arcaico che si è adattato ad un ambiente molto mutevole, com’è quello del piccolo specchio d’acqua, che resta ghiacciato per mesi ma che in estate è soggetto anche a periodi di siccità; il chirocefalo del Marchesoni riesce a sopravvivere a queste condizioni estreme grazie alle sue uova molto resistenti, che possono sopravvivere in uno stato di quiescenza anche all’asciutto per più di un anno".

Le condizioni del lago di Pilato sono critiche a causa di due fenomeni che si sovrappongono: i forti eventi sismici del 2016 che, come rilevato dai geologi dell’ISpra, avrebbero provocato un aumento della permeabilità del fondo del lago, e la prolungata siccità, che segue una tendenza alla riduzione delle precipitazioni legata ai cambiamenti climatici.

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Il Parco dal 2018 ha messo sotto osservazione l’andamento dell’habitat del lago di Pilato e il ciclo riproduttivo del chirocefalo del Marchesoni, mediante monitoraggio effettuato dall’Università di Perugia che ha fornito anche alcune indicazioni gestionali. "In questa situazione ambientale così fragile, la sopravvivenza del piccolo crostaceo dipende anche dal nostro comportamento: è infatti fondamentale da parte degli escursionisti evitare di transitare nelle aree del lago ora all’asciutto, in quanto il calpestio può danneggiare le uova del chirocefalo. È anche necessario non introdurre oggetti nell’acqua per evitare possibili contaminazioni con inquinanti o organismi estranei a questo fragile habitat".

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