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Sabato, 18 Maggio 2024
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LA STORIA Antonella e Paolo, da Milano a Umbria Jazz per vivere dieci giorni da "perugini"

La mattina le visite in città e nei dintorni, la sera i concerti: "Ogni tanto una mail di lavoro, ma con calma eh"

Antonella e Paolo hanno fatto i bagagli e il 7 luglio sono partiti per Perugia, destinazione Umbria Jazz. Dal primo all’ultimo giorno, con il gatto di casa insieme a loro, comodamente alloggiato in uno dei due appartamenti in centro storico che la coppia milanese ha scelto per il proprio soggiorno.

Una vacanza a tempo di musica “In città? Con questo caldo? Ebbene sì” conferma Antonella, descrivendo la propria convinta scelta di celebrare a pieno in cinquantennale del festival, non da semplice turista né da altrettanto semplice appassionata, “Abbiamo scelto di vivere questi giorni come potrebbe fare un perugino”. Parcheggiata la macchina e “abbandonata” per questa parentesi di peruginità, “ogni tanto abbiamo controllato che ci fosse ancora ma giusto per...”, perché “ci piace camminare, ce la siamo presa con calma, abbiamo scoperto la città, la Galleria nazionale, il museo archeologico, siamo andati al mercato”. E poi, i concerti, “Sì, ne abbiamo scelti alcuni che ci piacevano particolarmente, tra arena e Morlacchi, come quello di Stewart Copeland. Tra uno e l’altro, quelli gratuiti in piazza IV Novembre e ai giardini Carducci, qualche gita come a Spello”. E ancora, gli amici da incontrare, di passaggio per l’Umbria anche loro. “Ci siamo portati il computer, qualcosina di lavoro lo abbiamo fatto anche dalla nostra ‘nuova’ città a tempo. Ma poco eh. Riuscissimo a farlo sempre, lavorare a distanza da un’altra città, un mese a Venezia, un mese a Firenze, sarebbe bellissimo. Chissà, magari il prossimo anno ci proviamo”.

Umbria Jazz e Perugia, una passione che Antonella e Paolo coltivano dagli anni Novanta, “siamo venuti la prima volta su suggerimento di un amico musicista. Ci siamo visti diversi concerti. Dopo la prima volta siamo tornati ancora qualche volta. Visitando Spello, quest'anno, mi sono ricordata del concerto di Eric Clapton a Villa Fidelia. Poi siamo venuti ancora nel 2012 per Sting”. Passano dieci anni e diversi live, come quello degli Incognito. “Andammo a sentirli con degli amici e quando scoprimmo che sarebbero stati a Umbria Jazz non ci abbiamo pensato due volte”. In quell’occasione si fermarono quattro giorni, “ma ci siamo promessi che non avremmo potuto saltare il cinquantennale”. Ed ecco l’idea di regalarsi una parentesi di dieci giorni da abitanti di Perugia, “alla fine rivedevamo le stesse persone tanto che se non le incrociavamo per un giorno ci veniva anche da preoccuparci”. “Ma Umbria Jazz per noi non è solo la musica, è proprio l’atmosfera che si può respirare in questa città, in questi giorni. Qualcosa di unico” sottolinea ancora Antonella ricordando un altro “motivo” per scegliere Perugia, “il cibo, ma come si mangia qui?”.

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