menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

La Quaresima 2020 dedicata alle famiglie profughe. L'appello: "Cerchiamo a Perugia appartamenti per l'accoglienza"

Far conoscere la realtà dei corridoi umanitari: "Persone costrette a lasciare la loro nazione per guerre, persecuzioni e ideologie contrarie. Sono profughi, non migranti"

La Caritas diocesana dedicherà l’imminente “Quaresima di Carità 2020” alla maggiore conoscenza del progetto “corridoi umanitari”, invitando le famiglie proprietarie di immobili non utilizzati a metterli a disposizione per questo tipo di accoglienza, oltre a promuovere, nella Terza Domenica di Quaresima (15 marzo), la raccolta di offerte per sostenere questo progetto.

Si tratta di un progetto fatto proprio anche dalla Cei, attraverso la Caritas italiana, in collaborazione con il Governo, rivolto, come ha ribadito il cardinale Gualtiero Bassetti al recente incontro di Bari “Mediterraneo, frontiera di pace”, a «persone costrette a lasciare la loro nazione per guerre, persecuzioni e ideologie contrarie. Sono profughi, non migranti – ha evidenziato il presule –, per i quali è necessario favorire nelle nostre comunità locali quell’accoglienza, quell’integrazione e quell’accompagnamento di cui parla il Papa con il coinvolgimento anche delle nostre famiglie e dei nostri giovani. Questo è avvenuto in Libano dove tutt’ora sono accolte migliaia di famiglie cristiane provenienti dalla Siria e dall’Iraq».

Le famiglie siriane accolte - Nell’Archidiocesi perugino-pievese, negli ultimi tre anni, sono giunte due famiglie siriane di cui una vive in un appartamento messo a disposizione da un’anziana perugina in comodato d’uso gratuito. Questa famiglia (papà, mamma e due figli) è arrivata a Perugia tre anni fa ed è integrata con il marito che lavora in una cooperativa del settore alimentare e la moglie sta svolgendo un master in comunicazione internazionale presso l’Università per stranieri. La seconda famiglia, giunta un anno e mezzo fa, anch’essa composta da due adulti e due minori, è attualmente sostenuta economicamente dalla Caritas, con entrambi i genitori in cerca di occupazione, ospitata in un appartamento in affitto.

Mettere a disposizione un appartamento - «Ci auguriamo di poter accogliere nella nostra comunità diocesana una terza famiglia di profughi che raggiungono periodicamente l’Italia con i “corridoi umanitari” – auspica il direttore della Caritas diocesana, il diacono Giancarlo Pecetti –. Dall’inizio della guerra in Siria sono 6 milioni i profughi fuggiti nei Paesi confinanti, di cui molti cristiani. Anche la nostra comunità diocesana, da sempre accogliente e solidale, non farà cadere nel vuoto l’appello rivolto a quanti possono mettere a disposizione del progetto un appartamento arredato per quattro/cinque persone, per uno/due anni, sotto la tutela della Caritas diocesana». Le famiglie che vogliono rispondere a questo appello, possono farlo telefonando alla Caritas di Perugia (075.5733666).

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Coronavirus in Umbria, vaccini anche in farmacia: c'è l'accordo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento