La petizione popolare che fa discutere le famiglie | Al Governo: i bambini devono avere la loro ora d'aria in sicurezza

"Esprimiamo grande preoccupazione per il fatto che ai bambini non sia data alcuna possibilità di uscire, al contrario di quanto accade, ad esempio, per gli animali da compagnia, che hanno diritto di espletare i loro bisogni fisiologici fuori casa"

C'è una petizione online che anche in Umbria sta raccogliendo molte firme e consensi tra le famiglie con prole. In particolari mamme e papà hanno risposto all'appello per delle politiche mirate da far adottare dal Governo in favore dei minori. Dare la possibilità, in tutta sicurezza, di far respirare all'aria aperta anche bambini e bambine che da settimane si trovano chiusi in casa non rientrando tra quelle fasce di popolazione che possono spostarsi per lavoro o per andare a fare spesa o in farmacia. Chiusi in casa - non tutti possono avere una casa in campagna o con il giardino - da settimane con una routine sociale e affettiva completamente stravolta. Ecco l'analisi e le richieste di una nota rivista indipendente di pediatria. Come sempre i lettori si faranno la loro opinione.  (il direttore Nicola Bossi)

°°°
di Lorenzo Calia CEO di UPPA - Sergio Conti Nibali pediatra e direttore UPPA magazine - Chiara Borgia pedagogista e vicedirettrice UPPA magazine

Chiediamo che il Governo inserisca tra le priorità nella gestione dell'emergenza i bisogni dei bambini, introducendo misure di sostegno alle famiglie, di tutela della popolazione infantile e fornendo indicazioni su come gestire l’emergenza con i bambini. Premesso che in questo momento di emergenza sanitaria condividiamo la necessità di rispettare le misure di prevenzione, contenimento e di isolamento sociale prescritte dal Governo, in quanto specialisti dell’infanzia che lavorano a stretto contatto con le famiglie, non possiamo che prendere atto del fatto che:

le misure che il Governo ha emanato in queste ultime settimane non prendono in alcuna considerazione le necessità dei bambini: le disposizioni in materia di didattica a distanza infatti non possono essere considerate l’unica priorità cui dare attenzione e non sono sufficienti per la salvaguardia del benessere dei bambini; la situazione di isolamento prolungato in cui vivono i bambini rischia di provocare, e in alcuni casi sta già provocando, problematiche che compromettono la salute e il benessere dei più piccoli, tra cui alterazioni nel ritmo sonno/veglia, scorrette abitudini alimentari, abuso di tecnologie; dall’inizio dell’emergenza i bambini sono rimasti chiusi in casa, giorno dopo giorno le loro routine sono state stravolte, non hanno potuto incontrare i propri compagni, sono stati privati del proprio diritto allo sport e al gioco libero; distanti da affetti preziosi come i nonni e circondati da emozioni come ansia e paura, trasmesse insieme alle immagini e ai toni inquietanti dei media, i bambini, esposti a situazioni di stress prolungato, rischiano di pagare un prezzo altissimo sul piano della salute mentale.

Esprimiamo grande preoccupazione per il fatto che ai bambini non sia data alcuna possibilità di uscire, al contrario di quanto accade, ad esempio, per gli animali da compagnia, che hanno diritto di espletare i loro bisogni fisiologici fuori casa. Se consideriamo inoltre che non tutti dispongono di balconi, verande o giardini che consentano di prendere un po’ di luce e di aria e che i problemi fin qui esposti si aggravano ulteriormente in situazioni di marginalità sociale e culturale, o laddove coesistano situazioni di disabilità, riteniamo che un intervento tempestivo sia non solo auspicabile, ma assolutamente doveroso per tutelare una fascia della popolazione che è tanto preziosa quanto vulnerabile.

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È necessario sostenere il gravoso compito dei genitori che, fino a questo momento, sono stati lasciati soli a fronteggiare questa emergenza, fornendo loro indicazioni, strumenti e opportunità utili a gestire l’emergenza con i propri bambini. Consapevoli della difficile situazione, e fiduciosi nella volontà del Governo di agire nell’interesse di tutta la popolazione, e quindi anche di quella infantile, ci auguriamo di ricevere un puntuale e tempestivo riscontro al nostro appello.

CHI VUOLE FIRMARE LA PETIZIONE

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