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La partigiana Rossella, Mirella Alloisio, festeggia i 95 anni: "E oggi rinasce l’Udi a Perugia"

Ex combattente e poi professoressa di francese, sarà probabilmente nominata presidente onoraria della 'nuova' Unione Donne Italiane

Perugia festeggia i 95 anni della partigiana Rossella, al secolo Mirella Alloisio. Che tira le orecchie all’Inviato Cittadino per averla chiamata con un giorno di ritardo. “Parlo con la partigiana più bella d’Europa?”, parto per buttarla in gioco. Si schernisce: “Sei il solito”. Ma dico il vero, avendola conosciuta giovane, bellissima, colta, generosa. L’idolo dei freghi della Pascoli di Palazzo Grossi, dove insegnava francese.  Dice scherzando: “Ne ho fatti 59: basta leggere alla rovescia”. 

Poi la notiziona, seria: “Domattina (oggi, ndr) annunciamo la  rinascita dell’Udi (Unione Donne Italiane) a Perugia”. Probabilmente la faranno presidente ad honorem. Mirella era stata responsabile della segreteria operativa clandestina del Cln Liguria: appena ventenne, trasportava nella borsa le carte del Comitato genovese. Per questa ed altre azioni, venne insignita della Croce di Guerra al Valor Militare. Infatti, oltre che curare feriti e dire la sua su importanti decisioni, era anche combattente, in quanto esperta nell’uso delle armi che, al bisogno, non esitava a imbracciare.

In clandestinità è stata Olga, Marika e infine Rossella, necessità di cambiamento legata alla delazione di un compagno, avvenuta sotto tortura. “Il nome - racconta - lo scelsero i compagni del Cln e non ha nulla a che vedere con la protagonista del celebre film ‘Via col vento’”. Le chiedo: “Come passi la giornata?”. Risponde: “Mi cercano in tanti, anche se parecchi mi rompono”. Confessa: “Sono braccata da giornali e televisioni. Mi sono un po’ stancata di parlare sempre di 75 anni fa. Voglio vivere il mio presente”. 

Spiega che in tanti le chiedono interventi, interviste, dichiarazioni e lei ha voglia solo di leggere l’ultimo libro di Fabrizio Barca in cui si parla di un mondo più giusto, per cui vale la pena di battersi. Ideali nei quali si è sempre riconosciuta e per la cui realizzazione non si è mai tirata indietro dalla lotta. “Lo leggo volentieri - precisa - perché Barca mi piace molto, ma leggo anche per tenere impegnato il cervello. Poi mi rilasso coi cruciverba”. Ne ha letti, e ne ha scritti, parecchi di libri. Mirella è stata antesignana della questione femminile che ha evidenziato in servizi giornalistici e antologie. Bello il suo “Inseguendo un sogno”, per l’Editoriale Umbra. Innumerevoli i saggi e gli articoli sulla condizione femminile.

Ma spieghiamo perché questa nomina a presidente onoraria dell’Udi (come lo fu del Comitato Provinciale dell’Anpi) la onora e la gratifica. Racconta: “Nella primavera del 1951, alle elezioni amministrative riservate al nord del Paese, fui mandata a Perugia a fare campagna elettorale. Nel Centro-Sud, in un secondo step, le elezioni vengono fissate per la primavera del 1952 e poiché l’Udi partecipava alla campagna elettorale sostenendo i partiti di sinistra, dovevo andare per l’Italia a verificare lo stato di salute dell’Udi stessa”. Racconta: “Mi chiesero di scegliere tra Palermo e Perugia. Influenzata da suggestioni letterarie di umbritudine (penso a Jacopone), optai per Perugia e non me ne sono mai pentita”.

Fra i travertini della Vetusta, Mirella incontra, e ne resta affascinata, il senatore Francesco Alunni Pierucci  che sposerà e con il quale avrà il figlio Donatello. Dice: “Il legame fra l’Udi e la mia vita di donna è inscindibile. Senza quell’occasione non avrei conosciuto quello che sarebbe divenuto mio marito. Fu amore a prima vista: pensa che ci siamo conosciuti il 1 maggio (1952) e ci siamo sposati il 4 ottobre. È stata una storia bellissima, di amore e condivisione di lotte e ideali”.

Il corso politico di Mirella riparte alle elezioni amministrative del 1956, quando risulta eletta alla Provincia di Perugia e le viene affidato l’assessorato alla Pubblica Istruzione, ruolo che ricopre con competenza e dignità. Dopo questo impegno, nel 1960, riprende la collaborazione con il quotidiano di Genova “Il Lavoro” e intensifica la collaborazione con l’“Avanti!”. Mirella mi fa poi un rimprovero: “Mi avevi promesso che avresti recensito il libro (“Omicidio al 14 rosso”, Bertoni editore) di mio figlio Donatello. Non sei stato di parola!”. Rispondo: “Hai ragione, ma non l’ho trovato in Feltrinelli”. Devi andare alla Mondadori di corso Cavour: là ce l’hanno”. Prendo l’impegno. Poi chiamo Jean Luc Bertoni che me lo fa portare a studio (a breve leggerete la recensione su queste colonne).

Stamane, dunque, rinasce l’UDI perugina. Ne daranno l’annuncio via web. È una nuova pagina di storia declinata al femminile. Perché non ci vengano a parlare di parità. Sono ancora tante le battaglie da fare per l’“altra metà del cielo”. Da ex alunno di Mirella (insegnava, benissimo, il francese) le faccio auguri di cuore. E la ringrazio perché, mentre parlavamo di rivoluzione francese, lei ci ha insegnato a farle, le rivoluzioni. Quelle vere. Fuori e dentro di noi. Ed è uno di quegli insegnamenti che non si dimenticano... finché c’è vita.
 


 

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