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La Commissione toponomastica, ferma da un anno, risorge – come per incanto – dalle proprie ceneri... per nominare un greppo

Ora giunge ai membri di quella Commissione “in sonno” la proposta di nominare i “giardini di Seattle”, che poi non sarebbero altro che una modesta scarpata nei pressi della famosa pinna di Sister Orca, al Pian di Massiano

“Quella Commissione toponomastica, ferma da un anno, risorge – come per incanto – dalle proprie ceneri. Che sia l’Araba fenice?. Nella città d’Euliste, lo “stop and go” (a seconda delle convenienze) sembra essere diventata la regola”. Lo dice il consigliere Carmine Camicia che, novello cavaliere, indossa la corazza e parte lancia in resta contro la giunta comunale. E picchia duro per far male.

I fatti. La Commissione è bloccata per cambiamento (in corsa, cosa vietatissima) delle regole e della composizione. Sta di fatto che nulla più si muove. Hanno in mano il numerino dell’eliminacode oltre 350 nuove intestazioni.

“Ci sono approvazioni e intestazioni pregresse da rendere esecutive – dice Camicica - come la sospensione effettuata illegittimamente dalla Giunta sulla strada nominata dalla commissione a Padre Arsenio, approvata dalla giunta, ratificata dalla Prefettura e poi successivamente bloccata dalla giunta medesima, in attesa di un parere della Commissione Toponomastica. Ma quale parere, se ci siamo già espressi?”.

Polemiche a parte, ora giunge ai membri di quella Commissione “in sonno” la proposta di nominare i “giardini di Seattle”, che poi non sarebbero altro che una modesta scarpata nei pressi della famosa pinna di Sister Orca, al Pian di Massiano.

Dice il consigliere: “Intanto la proprietà non è comunale. Poi non si tratta di un giardino, ma di un piccolo ‘greppo’. Inoltre, su quel punto (dopo la ripulitura dell’Orca), di norma il Comune non effettua mai la manutenzione, tanto è vero che il sottoscritto almeno due volte all'anno deve presentare interrogazioni in merito”.

La questione. “Ma non si era detto di farla finita coi gemellaggi, forieri di inutili spese senza alcuna ricaduta culturale ed economica? Non erano stati indicati come dispendiosi e inutili? Non erano un eredità ideologica del passato? Pare di no. Tanto che l’attuale “orchestra” risuona la stessa musica, con strumenti storici, ormai demodé”.

Dice ironicamente Camicia: “Se qualcuno pensa che il gemellaggio con Seattle si rafforzi nominando un greppo, si sbaglia di grosso. Poiché i gemellaggi non devono servire a far fare qualche viaggio in America all’Assessore a spese della collettività, ma devono promuovere scambi culturali e anche economici”.

Il riferimento è alla partenza per la città di Amanda di un membro della giunta, andato “per turismo”, dice Camicia.

Che aggiunge: “In 20 anni non ho mai visto aziende americane investire a Perugia, come non ho visto imprenditori perugini investire a Seattle”.

E la cultura? “A livello universitario, a Perugia, dopo i recenti fatti di cronaca, non si è inscritto più un solo studente di Seattle, pertanto anche lo scambio culturale è game over”.

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