L'Umbria che eccelle: alta tecnologia in sala operatoria per gli interventi di protesi di ginocchio

Specialisti a confronto, presso l’aula Rita Levi-Montalcini del Creo del Santa Maria della Misericordia, per ottimizzare percorsi assistenziali e riabilitazione

Ogni anno In Italia vengono eseguite circa 50mila artroprotesi di ginocchio all’anno, fenomeno costantemente in crescita, legato all’allungamento della vita. Anche in Umbria, il numero di interventi e in aumento, tra centri di sanità pubblica e privata e si è attestato su circa 2.000 annui, ed i professionisti del settore hanno fatto il punto della situazione, partendo dal  sempre più massiccio ingresso della tecnologia in sala operatoria.

“Le crescenti aspettative del paziente affetto da artrosi, inducono i professionisti ad incontri sempre più frequenti per un necessario scambio di esperienze, con il confronto tra le diverse tecniche”, sottolinea il professor Pierluigi Antinolfi della struttura complessa di Ortopedia e traumatologia del Santa Maria della Misericordia, promotore scientifico del meeting che sì è svolto giovedì 10 ottobre presso l’aula Rita Levi-Montalcini del Creo. Al convegno, riferisce una nota dell’ospedale, hanno partecipato 60 professionisti che operano prevalentemente in Umbria. Tra i partecipanti anche il professor Giuliano Cerulli, precursore di tecniche chirurgiche per la riparazione del ginocchio, fondatore della scuola perugina famosa anche all’estero, che ha aperto i lavori con una lezione magistrale. 

“La chirurgia robotica – sottolinea ancora il professor Antinolfi - è una realtà imprescindibile, applicabile oggi anche nel l’apparato muscolo scheletrico. Durante il dibattito successivo alle diverse relazioni, sono stati esaminati punti di forza e le criticità delle tecniche a disposizione, affrontando anche il tema della sostenibilità della spesa. I costi della tecnologia - aggiunge - sono elevati e le apparecchiature sono sottoposte ad usura con necessità di una costante manutenzione”. 

Il convegno ha anche evidenziato come la chirurgia robotica offra al professionista un’assistenza continua: “Dietro l’angolo c’è una chirurgia sempre più di precisione - sottolinea il professor Auro Caraffa presidente del convegno e direttore dell’ ortopedia di Perugia - La tecnologia di cui disponiamo ha come finalità principale quella di accorciare la fase della riabilitazione, con un abbattimento di costi diretti ed indiretti”.

Una sessione del convegno è stata anche dedicata alla necessità del medico di fronteggiare le aspettative delle aziende, interessata a proporre costantemente modelli di tecnologia sempre più avanzata. “Fare una selezione delle priorità e superare le resistenze al cambiamento : il compito del medico non inizia e finisce in sala operatoria - conclude il professor Antinolfi - negli ultimi anni abbiamo praticato una chirurgia sempre meno invasiva, ma il sogno resta quello di poter dimettere il paziente già poche ore dopo l’intervento chirurgico”.

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Alta tecnologia e percorsi assistenziali più snelli sono stati l’ultimo argomento del meeting, per sottolineare come il medico abbia anche l’obbligo di vigilare su entrambi gli aspetti che possono indurre i pazienti a rivolgersi a centri fuori regione.

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